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Giunti teme la Reggiana «Firmerei per un pari»

di Luigi Cocconcelli
Giunti teme la Reggiana «Firmerei per un pari»

Il tecnico della Maceratese assicura comunque che sabato non farà catenaccio «Dovremo sopperire al diverso tasso tecnico con l’attenzione e l’agonismo»

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REGGIO EMILIA. Federico Giunti va controcorrente, Non è usuale trovare un allenatore che, alla domanda se firmerebbe per un pareggio alla vigilia di una partita, evita di ricorrere a frasi di circostanza, «Non nascondo - dice l’allenatore della Maceratese - che fare un risultato positivo a Reggio Emilia sarebbe per noi una grande iniezione di autostima. Un pareggio mi andrebbe bene. Non vuol dire che la Maceratese alzerà le barricate».

«Non siamo - precisa Giunti- costruiti per concedere spazio agli altri, se stiamo tutti dietro per noi sarebbero guai, motivo per cui, come sempre, proveremo a giocarle alla pari, finora in alcuni casi ci è andata bene, in altri meno, ma questa è la nostra caratteristica, poi se la Reggiana vincerà sarà perché si è dimostrata più forte, del resto i valori tecnici sono dalla sua parte».

Che partita dobbiamo attenderci?

«Bella e combattuta, la Reggiana fa parte di quel gruppetto di 5-6 che si contenderà la vittoria finale, noi del restante lotto. Dovremo sopperire al diverso tasso tecnico con la concentrazione, l’attenzione e l’agonismo».

Come arriva la Maceratese all’appuntamento di sabato?

«Abbastanza bene, abbiamo giocato 3 gare in una settimana e concluso in crescendo , segno che la condizione fisica è buona, rispetto al campionato scorso abbiamo un poco ridimensionato gli obiettivi. Direi che siamo in linea con i nostri programmi».

Tatticamente usa un modulo in base agli avversari?

«Non prendetemi per un presuntuoso, ma degli avversari mi interesso fino ad un certo punto, non siamo schiavi di un assetto, ma le modifiche le apporto in base alle risposte che ho in settimana dai miei, alla condizione fisica, alla disponibilità o meno di determinati giocatori».

Lunedì sera si è visto la Reggiana in televisione. Che impressione ha riportato?

«Una partita non fa testo, specie una determinata dagli episodi, se Angiulli avesse segnato il match prendeva tutta un’altra piega. Nella ripresa ho visto una squadra fare fatica a recuperare, questo è vero, ma una giornata storta può capitare».

Era la prima volta che vedeva la Reggiana?

«No, l’ho seguita in altre uscite, si tratta di una squadra strutturata per puntare in alto, ha diverse soluzioni per ogni ruolo, è completa, ha un elevato tasso tecnico».

Sembra faticare in fase realizzativa senza Marchi?

«Non credo sia quello il problema, ha Guidone, Nolè, altra gente che i goal li ha sempre fatti, è vero che a Padova è rimasta a secco, la volta prima, però, ne aveva segnati 3, e senza Marchi».

Ci sono precedenti con la Reggiana che ricorda?

«Pochissimi, l’ho affrontata in serie A nell’ormai lontanissimo 1955-96. Da allenatore è la prima volta che ci incrociamo, anche perché sono all'inizio a certi livelli».

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