«PETRUCCI, L’ASPETTIAMO AL PALABIGI»
di FABRIZIO FERRARINI* Brevemente, per chi non è seguace della Querelle Euroleague-Fiba-Reggio Emilia, oggi alla terza stagione. Anno 2014/15, Reggio perde la finale scudetto (dopo diversi ultimi...
di FABRIZIO FERRARINI*
Brevemente, per chi non è seguace della Querelle Euroleague-Fiba-Reggio Emilia, oggi alla terza stagione. Anno 2014/15, Reggio perde la finale scudetto (dopo diversi ultimi tiri). Prima Sassari, seconda Reggio. Due squadre in Eurolega. Sassari e Milano - che ha la licenza pluriennale. E' andata male. Stagione 2015/16, Reggio perde ancora la finale scudetto, ma stavolta con Milano. Questa volta non ci frega nessuno, vero? Eurolega sicura. Mmm, piuttosto no. Solo Milano in Eurolega per riforma del format. Ma almeno Eurocup non ce la toglie nessuno, vero? Mmm, anche qui bene ma non benissimo. Sfida di mercato tra Euroleague e Fiba che comporta ordini di scuderia alle diverse Federazioni nazionali. La nostra, la Fip, sceglie la sponda lealista, o Eurocup o Campionato. E buonanotte ai suonatori.
Questi i fatti mal riassunti di due stagioni avvincenti, e dopo una trama ben sviluppata leggo divertito l’intervista al Presidente Fip Petrucci come un buco di copione, intervista nella quale testualmente gli viene chiesto «Ma Lei tale divieto lo condivide?». Risposta: «Questo non è importante». Caro Presidente, non si butti via, non si derubrichi così a puro notaio, lei è il Presidente, colui che ha scelta e agito una politica netta, e discutibile, al contrario di altre importanti federazioni europee che hanno scelto l’opposto. Federazioni le cui squadre militano in Eurocup, dispongono quindi di budget maggiori, hanno la possibilità di essere più competitive, e il loro movimento ha condizioni per crescere meglio. Non si derubrichi a puro notaio dopo aver deciso una precisa politica come un Presidente è corretto che faccia, non lo faccia ora solo perché si trova tra le mani i cocci figli delle Sue scelte misurate sulla base dei fatti avvenuti. Si assuma le sue responsabilità. Ancora si scrive questa frase? E cosa vuol dire?
Vuol dire ascoltare come la pensano i tifosi italiani di basket, i suoi veri datori di lavoro. Vuol dire ascoltarli dopo che loro hanno ascoltato le sue parole, quelle nelle quali lei canzonava politiche coerenti come quelle perseguite da Trento e Reggio, lodando quelle contrarie. La invito, la invitiamo. Venga a Reggio, è possibile che il Presidente nazionale diserti la presenza della seconda forza del campionato da due anni? Venga e sarà misurato con applausi o fischi (sempre nel massimo rispetto). Se Lei è davvero tranquillo della verità della sua ricostruzione non temerà fischi ma solo troppi applausi.
Venga a Reggio e vedrà come i reggiani affrontano un’ingiustizia. Come la affrontano, con o senza di Lei. Esprimendo il loro parere, rialzandosi, ancora, lottando, divertendosi, portando i figli alla partita. Con. leggerezza. Forse siamo soltanto secondi anche in questo, e tanto ci basta. Con umiltà, pretendendo il rispetto. Non rispetto, il rispetto. Questa è la via reggiana, signor Presidente. Mi auguro, per il basket, di vederla presto. Non so dirLe cosa si auguri il basket.
* scrittore
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