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Reggiana, con la Maceratese servono risposte

di Juri Panciroli
Reggiana, con la Maceratese servono risposte

I granata in campo alle 16.30 di sabato pomeriggio al Mapei Stadium

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REGGIO EMILIA. Nella settimana che ha visto patron Mike Piazza protagonista alla Casa Bianca, ospite del presidente Obama insieme a parte dell’establishment italiano, da questa parte dell’oceano la sua Reggiana ha vissuto forse il periodo più difficile della sua presidenza. Prima il kappao inatteso di Padova, che ha fatto saltare l’aggancio alla vetta creando inevitabilmente alcuni malumori nell'ambiente e fra i tifosi, poi il nuovo stop di due pedine importanti come Marchi e Falcone che vanno ad unirsi ai lungodegenti Cesarini e Pedrelli e, come se non bastasse, ci ha messo lo zampino pure il meteo rendendo precari quei pochi giorni per preparare la sfida al Città del Tricolore contro la Maceratese (ore 16.30), valevole come decimo turno del campionato di Lega Pro. Giocatori e staff giovedì hanno esaminato la situazione in un lungo briefing pre-seduta ma, indipendentemente da quanto si siano detti, non è il caso di fasciarsi la testa perché la squadra è solo a tre lunghezze dalla vetta, cioè in piena sintonia col basso profilo portato avanti dalla società poichè questo doveva essere prima di tutto l’anno dove formare un’importante ossatura per il futuro. Poi è logico che l’arrivo di elementi del calibro di Bovo, Rozzio, Angiulli, Trevisan, Cesarini, Sbaffo e Falcone a fine mercato abbia innalzato le aspettative di tutti. Si può dire che a Perilli e soci manchi ancora quel cinismo che permetta loro di fare il salto tra una “buona squadra” ed una “grande” ma finora negli appuntamenti importanti non hanno mai fallito ed in quest’ottica l’avversario odierno, non certo dei più scomodi, potrebbe essere di buon auspicio.

Tra l’altro le squadre marchigiane hanno portato bene ai granata in questo inizio di stagione, infatti sia Ancona che Fano sono tornate a casa con una goleada sul groppone, e dopo la Maceratese (4-0 per la Reggiana nell’unico precedente di Reggio tra le due società avvenuto negli anni ’40) tra due settimane è attesa la Sambenedettese.

L’undici di Giunti avrà meno pressione -col tecnico che ha ammesso in settimana di accontentarsi di un pari- ma la differenza di valori in campo, oltre al grande supporto dei seimila tifosi granata sugli spalti, dovrebbero caricare a mille gli uomini di Colucci verso una vittoria fondamentale quanto obbligata. La Maceratese non è una squadra blasonata ma l’anno scorso arrivò terza dopo una cavalcata avvincente e le due che le finirono davanti, Spal e Pisa, adesso giocano in serie B.

Quest’anno la rosa biancorossa e gli obiettivi sono stati ridimensionati, pur vivendo sulle ali dell’entusiasmo della vittoria di sabato scorso a Gubbio. Potrebbe pesare l’assenza del metronomo di centrocampo, nonché capitano, Alberto Quadri mentre dalle parti di via Agosti si torna a parlare di infermeria affollata e l’unica certezza è il modulo 4-3-3 o 4-3-1-2, che dir si voglia. Il tecnico granata una vera e proprio formazione tipo non l’ha ancora trovata, un problema questo che molti individuano alla base della mancanza di identità, ma i tanti infortuni non lo stanno agevolando. Si può certo dire che servono maggior cattiveria, concentrazione e abnegazione ma anche a livello mentale urgerà intervenire perché il 2-0 di lunedì, arrivato ad inizio ripresa, ha completamente ucciso la squadra quando c’era tutto il tempo per recuperare. Le potenzialità della squadra sono alte ma i primi a crederci devono essere proprio coloro che scendono in campo.

Ecco perché, al fischio d’inizio, sarà possibile vedere in campo l’ennesimo undici diverso: scalpitano giocatori come Sbaffo, Otin e Panizzi ma solo il trainer ha il polso della situazione consapevole anche che, tra oggi e sabato prossimo a Mantova, la Regia dovrà dire di che pasta è fatta. Tra i convocati ci sarà Cesarini come premio alla determinazione che mette in allenamento ma non è ancora in grado di giocare.
 

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