Aradori si è acceso nel finale «Dovevamo frenare Venezia»
Il lungo reggiano Riccardo Cervi è stato una presenza nel pitturato anche nella metà campo offensiva «I nostri giochi prevedono più opzioni perché cerchiamo di punire le distrazioni dei nostri avversari»
BOLOGNA. Nel terzo quarto ha spaccato in due la partita. Pietro Aradori non è risultato il biancorosso con più punti realizzati, ma il suo bel mattoncino, per fare un eufemismo, l’ha portato eccome per costruire la vittoria della Grissin Bon. Un successo davanti a un pubblico record di oltre 5mila spettatori: «È una bellissima situazione da vivere - commenta a caldo il capitano - questo dimostra che se a Reggio si riuscisse a costruire un palazzetto ancora più grande la risposta del pubblico ci sarebbe».
Un commento sulla vittoria?
«È stata una partita molto intensa, sia per noi che per la gente. Stiamo lavorando bene, nessuno durante la settimana si tira indietro e tutti hanno voglia di migliorare. I risultati del lavoro si vedono in campo».
Qualche problema di falli l’ha costretta in panchina, poi ha acceso nuovamente la luce.
«Non è facile rientrare in campo dopo che i falli ti costringono a sederti in panchina. Ti devi rimettere in ritmo in maniera diversa. Sono soddisfatto della mia prestazione. Ho dato una mano alla squadra io come gli altri, nel momento in cui Venezia cercava di tornare sotto. Dobbiamo continuare così, siamo una squadra in crescita".
Capitolo playmaker: come giudica la prestazione di Needham e De Nicolao?
«Questa non è una squadra in cui ci sono giocatori da mettere in ritmo. Abbiamo le nostre sicurezze, sappiamo dove andare e fare il playmaker in squadre dove ci sono 10-12 giocatori che vogliono tutti essere coinvolti non è facile, ma Derek e Andrea lo stanno facendo molto bene».
Ora vi aspetta la partita con Trento.
«È cambiata molto rispetto alla scorsa stagione. Ha cambiato modo di giocare, perché aveva due lunghi atipici come Wright e Pascolo. Noi dobbiamo fare la nostra partita, sfruttando le nostre caratteristiche. Studieremo in settimana».
RICKY CERVI. Con i suoi 19 punti è risultato essere il top scorer per la Pallacanestro Reggiana e la sua presenza nel pitturato è stata un fattore determinante nella vittoria con Venezia, non più solo in difesa ma anche e soprattutto in attacco.
«Non abbiamo giochi con una sola opzione finale - spiega il centro reggiano - il bello è trovare tante possibilità di tiro approfittando delle distrazioni degli avversari. Abbiamo allenato bene questa situazione dopo la sconfitta di Caserta, però possiamo ancora migliorare».
È soddisfatto della sua prova?
«Sì, poi è bello essere in un gruppo in cui ci si cerca l’uno con l’altro. Tutti guardano al compagno più che alla prestazione personale».
Terza vittoria consecutiva. Qual è il prossimo passo?
«Dobbiamo consolidare quelle regole che abbiamo in difesa, ad esempio quando ci sono io o Lesic ci sono giochi diversi. Dovremmo cercare di automatizzare questi meccanismi. La cosa fondamentale, però, è non fare regali agli avversari. Con Venezia è successo, purtroppo. Se mi manca lo show forte a metà campo? Direi proprio di no».
Due parole sul pubblico biancorosso?
«Il pubblico di Reggio è così, se gli dai una sedia in più la riempie. Si vede che questa città ha bisogno di tanto spazio perché la passione è altrettanto grande. Ora, quasi quasi, c’è il rimpianto di dover tornare al PalaBigi, nonostante sappiamo che anche il nostro impianto ha il suo “perché”».
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