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Basket serie A

La carica di Gentile: «Io e la Grissin Bon siamo partiti bene»

di Adriano Arati
La carica di Gentile: «Io e la Grissin Bon siamo partiti bene»

L’esterno casertano promuove il suo avvio di stagione: «Sono in forma e perciò posso dare il mio contributo»

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REGGIO EMILIA. «Mi sento bene fisicamente. E quanto mi sento bene, credo di poter fare buone cose in campo». È un discorso, quello fatto da Stefano Gentile, che vale per sé stesso e per la sua Grissin Bon. I biancorossi hanno iniziato bene la stagione, una sconfitta nel finale seguita da 3 buone vittorie consecutive, e in questo periodo l’esterno casertano ha offerto un ottimo contributo, con 10 punti di media in 22.8 minuti di utilizzo a gara, caratterizzati da un brillantissimo 61.5% da 3 punti.

Gentile sembra aver ormai trovato il suo equilibrio nel sistema della Grissin Bon, viene impiegato spesso da guardia con compiti realizzativi oltre che come sostegno per la regia. E soprattutto, dopo una prima stagione in cui è stato massacrato da continui acciacchi, è finalmente libero da malanni e infortuni.

Gentile, l’inizio è di quelli buoni, no?

«Sì, facendo gli scongiuri adesso non possiamo proprio lamentarci. Abbiamo vinto 3 gare e anche a Caserta, con un pizzico di fortuna e di esperienza in più, avremmo potuto portare a casa la partita».

Oltretutto, il calendario non era semplice.

«Decisamente no, le trasferte erano in 2 campi caldi e difficili come Brindisi e Caserta».

E in casa?

«In casa abbiamo affrontato 2 squadre di prima fascia come Venezia e Sassari, senza contare che non eravamo proprio in casa. A Bologna tutto è andato benissimo, il pubblico ha risposto alla grande, ma non era comunque il nostro palazzo, ci allenavamo lì una volta a settimana».

In questo buon avvio lei è uno dei più continui. Soddisfatto?

«Sto bene, mi sento bene fisicamente e di conseguenza credo di poter dare un buon contributo alla squadra. Credo di averlo sempre dimostrato nella mia carriera, quando le condizioni fisiche mi hanno aiutato».

Ormai gioca più da guardia che da playmaker. Dove si trova meglio?

«Mah, io non credo ci siano poi tutte queste differenze. Quando si sta bene, e si sa giocare a basket, poi non cambia molto».

Con questa continuità, può fare un pensierino anche alla Nazionale? Dove peraltro troverebbe mezza Reggio.

«Adesso a questo sinceramente non ci penso. L’unica cosa a cui devo pensare è a lavorare bene e a stare bene. Dopo, si vedranno i frutti del lavoro e quali saranno le possibili conseguenze, ma adesso davvero non penso ad altro che a Reggio».

Domenica andate a Trento, grande rivale di questi anni. Un parere?

«E’ una squadra molto tosta e molto determinata, in questo inizio di campionato lo ha fatto vedere. È una squadra consapevole dei suoi mezzi e dei suoi limiti, e questa è la sua forza».

Cosa intende?

«E’ una formazione sempre concentratissima, non stacca mai ed è sempre fissata con il suo obiettivo. Ci sono formazioni che hanno qualità, lo sanno bene e per questo a volte tendono a mollare la presa. Trento decisamente no, è sempre motivata e concentrata, sarà una rivale durissima».

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