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Dolci ricordi al Martelli, oggi come ieri

di Jacopo Della Porta
Dolci ricordi al Martelli, oggi come ieri

REGGIO EMILIA. La Reggiana torna a giocare al Martelli per il secondo anno consecutivo, dopo che le alterne vicende delle due società avevano decretato un lungo stop al derby della nebbia che durava...

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REGGIO EMILIA. La Reggiana torna a giocare al Martelli per il secondo anno consecutivo, dopo che le alterne vicende delle due società avevano decretato un lungo stop al derby della nebbia che durava da un quarto di secolo.

E i ricordi recenti, e ancora di più quelli del passato, sono spesso piacevoli. Sfogliando gli annali emerge infatti come lo stadio della città gonzaghesca sia stato in talune occasioni uno snodo importante per i granata, che sono in vantaggio nel computo complessivo delle vittorie.

Dentro e fuori i campi da calcio esiste una rivalità innegabile tra queste due realtà, anche se non è nulla rispetto a quella che i reggiani nutrono nei confronti di Parma e Modena. Le differenze tra le province sono molte, ma a ben vedere anche i punti di contatto. Calcisticamente si tratta di due nobili decadute, con un passato glorioso, grandi aspirazioni per il futuro e vicende dolorose, entrambe sono passate dal fallimento, il Mantova ben tre volte.

Per i guastallesi e per i reggiani della Bassa in generale il mantovano è però un territorio affine, nelle tradizioni gastronomiche, così come nel comune retaggio gonzaghesco. Per i paesi rivieraschi il fiume Po è un elemento che unisce, più che dividere, e le occasioni di sconfinamento da una all’altra parte sono frequenti. Il massimo del campanilismo consiste nel rinfacciare a taluni mantovani modi di fare un po’ ruspanti.

Si parla spesso di Area Vasta solo in senso orizzontale, ma se volgiamo l’attenzione al vissuto di tante comunità dovremmo ipotizzare una maggiore integrazione anche sopra il Po: così la pensano ad esempio quegli amministratori che vorrebbero unire Mantova alla Mediopadana con una metropolitana di superficie.

Tornando alle vicende calcistiche e ai bei ricordi di cui si diceva, il 3 ottobre scorso la Reggiana, allora allenata da Alberto Colombo, ebbe il suo momento migliore proprio a partire dalla quinta giornata. I granata si imposero per 2-0 a Mantova e per alcune gare veleggiarono nelle parti alte della classifica. Quasi 600 tifosi granata per l’occasione oltrepassarono il Po per sostenere la squadra. Per trovare una sfida del Martelli anteriore a questa bisogna invece fare un salto al11989. Il 30 aprile di quell’anno la Reggiana, nella quale giocavano Facciolo e Silenzi, pareggiò 0-0 e da lì a poco venne promossa in serie A. Erano altri tempi e la differenza più marcata con il presente sta nel numero di persone che si recavano negli stadi. Al Martelli quel giorno c’erano 10.000 persone, di cui 3.000 reggiani, come ricorda nel suo libro “Una storia Reggiana” Mauro Del Bue.

Il 15 marzo 1981 sempre al Martelli i granata vinsero 2-1 e vennero poi promossi a fine campionato in serie B. In quella partita i reggiani al seguito della squadra erano ben 2.000. Sulle ali dell’entusiasmo nella sfida successiva il Parma venne sconfitto al Mirabello di fronte a oltre 11.000 spettatori. Che sia una storia destinata a ripetersi? I tifosi della Reggiana se lo augurano caldamente.

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