Il coach di Trento Buscaglia «Con Reggio gara frizzante»
REGGIO EMILIA. Una Trento più nuova che mai quella che la Grissin Bon andrà a visitare domenica sera. Mai il roster di Maurizio Buscaglia era stato tanto modificato in estate ma, a giudicare dalla...
REGGIO EMILIA. Una Trento più nuova che mai quella che la Grissin Bon andrà a visitare domenica sera. Mai il roster di Maurizio Buscaglia era stato tanto modificato in estate ma, a giudicare dalla partenza con 3 vittorie in 4 gare come i reggiani, il nuovo gruppo ha trovato rapidamente l’intensa.
«In effetti abbiamo cambiato non solo gli americani, ma anche qualche italiano» dice il tecnico della Dolomiti Energia Buscaglia «Questo ha comportato anche da parte mia dei cambiamenti a livello tecnico e di modo di giocare».
Ci faccia qualche esempio.
«Sotto canestro la coppia Jeffeson- Baldi Rossi ha caratteristiche diverse da quella formata da Pascolo-Wright quindi dobbiamo servirli ed utilizzarli in modo diverso. A Flaccadori abbiamo dato più spazio e responsabilità. Abbiamo cercato di incastrare i nuovi pezzi con quelli vecchi in un nuovo mix».
Una delle note liete è proprio Diego Flaccadori. A che punto è la sua crescita?
«Abbiamo puntato su di lui con un piano di lungo periodo, abbiamo sempre insistito sul ragazzo e i risultati stanno arrivando. Migliora ogni anno e il suo minutaggio cresce, lui ha voglia di lavorare e non si accontenta mai. È migliorato nelle scelte in campo ed è cresciuto come giocatore e come uomo in questi anni. Siamo orgogliosi del lavoro svolto e dei suoi risultati».
Come avete scelto i nuovi americani?
«Abbiamo puntato su qualche giocatore più esperto di basket europeo come Lighty e Jefferson aggiungendo altri che invece sono nuovi qui come Hogue che è un giovane interessante che vorremmo far crescere. Il fatto di non fare le coppe in parte ha inciso sulle scelte e sulle opzioni, ma chi è venuto ha sposato il progetto e ha voglia di far bene. Ho un gruppo di persone positive, dei bravi ragazzi, che stanno crescendo singolarmente e come gruppo».
Quali sono i nuovi punti di forza di Trento?
«Abbiamo ricominciato da alcuni punti fermi: la solidità, la voglia di lottare e la voglia di giocare a basket, cose che fanno parte del nostro dna. Il nostro obiettivo era e resta quello di far divertire il pubblico».
Voi come Reggio avete deciso di non giocare coppe che non fossero l’Eurocup.
«Il club aveva preso un impegno e l’ha voluto mantenere. L’Eurocup è una bellissima competizione, di alto livello e ci dispiace non esserci. Lo scorso anno avevamo fatto una grande impresa, giocare l’Eurocup ci ha permesso di crescere molto tecnicamente e come società. Non farla è davvero un peccato».
Pensa cambieranno le cose il prossimo anno?
«Lo spero tanto, purtroppo non dipende da noi. Una volta mi dissero che se inizi a giocare le coppe, poi non vuoi più smettere. È vero».
Che partita si aspetta domenica sera?
«È una sfida che si rinnova tra società amiche e abbastanza simili che da anni cercano di portare avanti dei progetti. Tutto questo si trasforma in intensità sul campo. La Grissin Bon ha responsabilizzato ulteriormente gli italiani mantenendo la sua identità e la sua linea di condotta. Mi aspetto una partita vivace che faccia divertire i presenti».
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