Grissin Bon e Trento due squadre, una filosofia
Continuità tecnica e giovani talenti italiani la ricetta comune alle due società Domani alle 20.45 si sfidano nel posticipo di campionato al PalaDolomiti
REGGIO EMILIA. Così lontane e così vicine. Negli ultimi anni Reggio Emilia e Trento, che domani si sfidano alle 20.45 al PalaDolomiti, hanno spesso vissuto in parallelo il loro cammino cestistico, nonostante le “origini” diverse.
Reggio, da oltre 30 anni in serie A, è diventata una società storica del basket tricolore. Trento ha conquistato la A per la prima volta 2 stagioni fa.
Le similitudini sono però superiori ai semplice confronto sugli anni di militanza nella serie A del nostro basket, a partire da una proprietà molto solida e molto radicata nei territori di origine. E dalla continuità tecnica: questa Grissin Bon continua nel ciclo iniziato da Max Menetti in A2, e anche se i giocatori sono ormai tutti cambiati, del roster attuale il solo Riccardo Cervi era presente anche in quell’annata, la società ha il medesimo filo conduttore su chi ne è alla guida, Alessandro Frosini nelle scelte di mercato e dal coach reggiano in campo.
Trento è arrivata nella massima serie con lo stesso gruppo della B, con coach Buscaglia, Pascolo, Forray, e anche in questo caso la continuità ha rappresentato una grande forza per portare la formazione trentina a consolidarsi come una delle principali realtà del basket di serie A.
I parallelismi si trovano anche nella costruzione delle squadre, con tanta attenzione riposta nella crescita dei talenti di casa nostra.
Di Reggio si è detto tante volte, ma pure i trentini hanno investito molto sugli atleti nostrani.
Pascolo ora è volato a rinforzare l’Olimpia Milano dopo aver conquistato una credibilità europea a Trento, sulla rampa di lancio adesso ci sono i giovani Baldi Rossi e Flaccadori, chiamati a un ruolo da titolari dopo anni di crescita tecnica e fisica partendo dalla panchina. Fiaccadori, il grande amico del reggiano Federico Mussini, nella sua prima stagione da vero protagonista in maglia trentina sta rispondendo molto bene, con 10.5 punti di media sinora e dimostrando sul campo una continua crescita come sottolineato anche dal coach Maurizio Buscaglia.
Nel mazzo bisogna poi contare l’italiano acquisito Toto Forray, ormai una garanzia, e la scommessa Moraschini, talento mai realmente compiuto che ritrova un’opportunità per provare a consacrarsi definitivamente nella massima serie dopo anni di militanza nel campionato di A2.
L’ultima affinità tra le due compagini è quella che ha rinsaldato anche i rapporti societari, e si chiama Eurocup, andata in scena nel corso dell’estate appena conclusa prima dell’inizio dei campionati.
Reggio e Trento sono le due società italiane “ribelli” che hanno accettato la chiamata dell’Eurolega per disputare l’Eurocup come da loro diritti in seguito ai risultati conseguiti, con Trento che nella scorsa stagione è arrivata fino alla semifinale della manifestazione e che, poi, costrette alla retromarcia, hanno preferito non disputare le competizioni Fiba, incappando anche negli strali polemici di Petrucci. Una scelta di coerenza arrivata non a caso da società dall’assetto similare.
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