Gazzetta di Reggio

Sport

Il capannone abbandonato diventa una palestra

di Luigi Vinceti
Il capannone abbandonato diventa una palestra

Il Panathlon sosterrà il progetto del Comune per un nuovo impianto nel quartiere Santa Croce

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REGGIO EMILIA. Lo sport come scuola di vita e come mezzo di accrescimento culturale e sociale, ma anche come strumento per contrastare il degrado e aiutare i ragazzi difficili.

Se ne è parlato allo spazio Toricelli, in un evento organizzato dal Panthlon, che ha visto ospiti i vertici della Fondazione Laureus che si occupa del recupero di quasi 1.300 ragazzi provenienti da ambienti e quartieri difficili di varie città italiane (Milano, Roma, Napoli), aiutandoli ad inserirsi nella società proprio tramite la pratica di diverse discipline sportive.

Nel corso della serata si è parlato anche di un’iniziativa in fase di decollo, la costruzione nel cuore di in un vecchio capannone abbandonato di via Gioia di un impianto polivalente, palestra e campi di gioco con relative adeguate attrezzature. Tutto ciò in un’area, il quartiere Santa Croce, che sta gradualmente risorgendo a nuova vita. Programma che è stato illustrato da Mauro Rozzi della Fondazione dello sport e che è destinato a segnare un altro momento di riqualificazione sociale della nostra città. Il Panathlon sosterrà questo progetto.

A Reggio, come testimonial della Fondazione Laureus, erano presenti due olimpionici, lo schermitore Andrea Cassarà e il triatleta Alessandro Fabian, che si sono amabilmente intrattenuti con i presenti raccontando aneddoti ed emozioni vissute vestendo, dopo tanti sforzi, la maglia azzurra.

I due atleti, avvalendosi anche di un filmato, hanno illustrato l’obiettivo della Fondazione: aiutare i giovani a superare i limiti posti da difficili problemi sociali quali povertà, dispersione scolastica, violenza, abuso delle droghe, discriminazione, Aids.

Per identificare questo impegno è stata scelta una frase di Nelson Mandela: «Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone come nient’altro. Parla ai giovani in un linguaggio a loro comprensibile. Lo sport è in grado di creare speranza dove una volta c’era solo disperazione». Laureus ha avviato 150 progetti sostenuti da enti, associazioni, privati.

Presenti all’evento il presidente del Panathlon Roberto Rabitti, Vanda Giampaoli, presidente dello Zonta e i Daria Braga, portavoce della Laureus.

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