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Razzo fermo per infortunio «Speriamo non nevichi...»

di Luigi Vinceti
Razzo fermo per infortunio «Speriamo non nevichi...»

Sci: il campione ha presentato a Skipass, di fronte a un folto pubblico, il suo libro L’anno scorso la gara in Finlandia fu rinviata, l’atleta spera nel bis il 13 novembre

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REGGIO EMILIA. «Speriamo che in Finlandia non venga abbastanza neve». Detta da uno sciatore parrebbe una frase piuttosto strana; specie se a formularla è un fuoriclasse come il campione reggiano Giuliano Razzoli.

Si spiega però facilmente se si considera che il crociato del suo ginocchio sinistro - quello al quale è stato operato nello scorso mese di gennaio - non è ancora al meglio. Alcuni giorni fa, mentre si allenava sulle Alpi, ha subito infatti una dolorosa torsione della quale lamenta ancora i postumi. In questo momento è quindi impegnato a recuperare in pieno la mobilità dell’arto infortunato e non potrebbe presentarsi nelle migliori condizioni alla gara del 13 novembre che apre la stagione agonistica di Coppa del Mondo di slalom. La prima sfida è fissata proprio in terra finnica, sulle piste di Levi, dove lo scorso anno l’impegno venne annullato proprio per mancanza di neve: il “Razzo” spera nel bis. Lo ha spiegato ieri quando è stato ospite di SkiPass, la manifestazione modenese incentrata sugli sport invernali.

È lì che Razzoli ha presentato il libro in cui racconta la propria storia di montanaro innamorato della sua terra, di sciatore promettente fin dagli anni delle scuole elementari, e naturalmente di olimpionico (a Vancouver) sei anni fa.

Ad ascoltare le sue parole da un palco, mentre scorrevano su un maxi schermo immagini della sua magnifica avventura sportiva, alcune centinaia di persone. C’erano familiari ed amici, tanti tifosi che fanno parte del suo folto fan club, ma in particolare dirigenti della Federazione italiana sport invernali insieme a tecnici e atleti delle nazionali azzurre maschile e femminile. Tutti attenti alla lettura di un paio di pagine del volume (che è titolato “Vai Razzo, veloce e feroce!”), alle spiegazioni di Luca Leone delle Edizioni Infinito che ha raccolto le sue testimonianze, alle affermazioni di Davide Labate che ha scritto l'introduzione al libro nel quale è contenuto anche un pensiero personale dell'altro campione del nostro Appennino, Alberto Tomba.

Moelgg, Gros e Tonetti, suoi compagni di squadra, e le azzurre Brignone, Bassino, Pirovano, Costazza, Merigheti e le due Fanchini, gli hanno riservato scroscianti applausi. Poi, sceso dal palco, mentre firmava decine di autografi, Razzoli ha accennato alle difficoltà di affrontare, fra un paio di settimane, il primo impegno ufficiale della stagione. Poi ha scelto di non formulare alcuna previsione sulla Coppa del Mondo limitandosi a confermare «La genuinità degli sport invernali che per tanti sono scuola di vita».

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