Gazzetta di Reggio

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«Una Reggiana costruita per vincere»

di Jacopo Della Porta
«Una Reggiana costruita per vincere»

L’ex granata Remondina era allo stadio a Mantova: «Chi cerca la promozione in serie B deve fare i conti con i granata»

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REGGIO EMILIA. «Chi vuole vincere il campionato dovrà fare i conti con questa Reggiana». Un giudizio che arriva da un uomo di calcio molto esperto come Gian Marco Remondina, ex giocatore granata, molto amato dai tifosi per il suo altruismo in campo.

L’allenatore della Pistoiese sabato era allo stadio a Mantova in vista della sfida in casa della Cremonese, che si è giocata ieri (2-1 il risultato del match per i lombardi). Quando si tratta di Reggiana Remondina non si tira indietro e un suo parere lo dà volentieri.

Che partita ha visto?

«Allo stadio Martelli si è vista la diversità di organico tra Mantova e Reggiana. La squadra granata ha un’organico di prim’ordine e tra l’altro ha diversi giocatori di qualità infortunati. L’organico è composto da calciatori abituati a lottare per il vertice:la Reggiana sarà un avversario duro per tutti».

Nel girone si annuncia una lotta dura fino alla fine.

«Le squadre costruite per vincere sono molte. Bassano, Venezia, Parma, Feralpisalò. Ma ripeto: tutte dovranno fare i conti con questa Reggiana».

La vittoria a Mantova è stata importante e raccolta con molto cinismo. Cosa l’è piaciuto di più?

«Ho visto una squadra con un’identità di gioco. Ha soluzioni offensive ma soprattutto ho visto che ha molta esperienza in difesa. Penso a Trevisan, che è un giocatore decisivo e importante per qualsiasi squadra».

In estate chi ha costruito la squadra ha pensato anche rinforzarla dal punto di vista fisico...

«Sui calci piazzati la Reggiana ha a disposizione centimetri più degli altri. Parlo di Guidone, Sbaffo, Trevisan, Rozzio, Mogos. Sono tutti giocatori che si fanno valere nel gioco aereo: marcarli e trovare soluzioni per arginarli è difficile».

Il Mantova ha dimostrato di essere migliore della sua classifica. Poteva persino andare in vantaggio nella ripresa.
«Certo, la Reggiana poteva prendere gol a inizio ripresa. Per tre volte ha rischiato. Ma le squadre forti alle volte hanno bisogno anche di un pizzico di fortuna per potersi esprimere. Ma la differenza d’organico tra le due formazioni è comunque evidente. Il Mantova lotterà sempre per i quartieri bassi, mentre la Reggiana per le parti alte della classifica».

Che rischi vede per questa squadra granata?

«Se proprio, l’unico pericolo che può avere la Reggiana è di sentirsi troppo bella e troppo forte».

Ha visto che cornice di pubblico? Quanti tifosi al seguito?

«Sono rimpasto impressionato. Seguire la squadra in questo modo. Il calore che hanno è eccezionale. I tifosi capiscono che la proprietà ha fatto investimenti importanti per provare a vincere».

Quando giocava lei in C1 nella stagione 1985-1986 il pubblico non mancava al Mirabello.

«Certo che no. Facevamo 15mila persone. C’era tantissima gente. Era un campionato quell’anno molto simile a questo, con squadre attrezzate che volevano vincere. Erano tempi nei quali la gente andava allo stadio».

La Reggiana ha un allenatore giovane.

«Leonardo Colucci è l’uomo giusto nel momento giusto. Ha la squadra per poter vincere, ma ce l’hanno anche altri. Credo comunque che la sua squadra sarà protagonista».

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