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«Sento la responsabilità di guidare la Grissin Bon»

di Riccardo Bellelli
«Sento la responsabilità di guidare la Grissin Bon»

Parla il capitano Pietro Aradori, autore di una grande prestazione a Trento

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REGGIO EMILIA. A Trento è stata la grande serata di Pietro Aradori che insieme ad un eccezionale Cervi ha condotto la squadra alla vittoria.

Il capitano ha vissuto in pieno questo ruolo prendendo la squadra per mano e segnando canestri pesanti, anche da marcato, nei momenti caldi della gara.

Per lui alla fine 26 punti con 4/7 da due, 4/6 da 3 e 6/6 ai liberi oltre a 7 rimbalzi e 6 assist.

Una gara sopra le righe che ovviamente ha soddisfatto lui per primo: «Devo dire che sto cercando di essere un giocatore a 360 gradi, che al di là dei canestri difficili o facili che mette, cerca di fare sempre la scelta giusta e di coinvolgere i compagni. Quando serve, anche nel finale, mi prendo le mie responsabilità perché è giusto che sia così, è quello che mi chiede anche il coach e io cerco di stare sempre sul pezzo senza però esagerare nei personalismi».

Il suo ruolo di capitano condiziona le sue scelte portandola a prendersi la squadra sulle spalle in certi momenti?

«Si, anche lo scorso anno che non lo ero cercavo di farlo. Il ruolo di capitano mi responsabilizza molto fuori dal campo, poi in campo sono il lavoro e la mentalità che ti fanno fare le scelte giuste, che ti fanno giocare bene, non la fascia di capitano. Ovviamente sento la responsabilità e quindi cerco di avere un certo atteggiamento e di fare certe cose sia fuori dal campo sia durante la partita , anche quando sono in panchina».

Cosa avete organizzato per reagire al tentativo di fuga di Trento nel secondo quarto?

«La reazione che abbiamo avuto è stata importante perché con una buona difesa siamo riusciti a chiudere il secondo quarto a -4 nonostante loro giocassero a un buon livello. Quel riavvicinamento è servito anche psicologicamente per mandare un segnale, per dire che non dovevano cantare vittoria perché noi eravamo ancora lì. Nell’ultimo quarto abbiamo gestito bene la gara realizzando canestri importanti, facendo scelte giuste e tirando bene i liberi, cosa che ci ha permesso di amministrare più o meno tranquillamente gli ultimi secondi».

L’impressione è che lei abbia cercato spessissimo Cervi. Lei e la squadra fate molto affidamento su di lui?

«Ho un’ottima intesa con Riccardo, è un giocatore importante quando rolla verso canestro e sa finire l’azione al volo ad altezze dove gli altri non possono contrastarlo. È importante che io e gli altri esterni lo serviamo nel modo giusto per sfruttare le sue qualità».

Possiamo dire che dopo la prima sconfitta la squadra è in costante ascesa?

«I risultati e le prestazioni dicono questo, ma ricordiamo che a Caserta abbiamo perso con un canestro quasi allo scadere e loro nelle gare seguenti hanno ottenuto altri ottimi risultati, quindi sono una squadra tosta. Le cose non vanno sempre giudicate solo dal risultato. È però vero che da allora abbiamo avuto tempo per conoscerci meglio, per lavorare insieme e le nostre prestazioni sono migliorate. La squadra mi sta piacendo, siamo sulla giusta strada».

Il prossimo turno vi metterà davanti la Red October Cantù. Cosa si aspetta da questa partita?

«So che Cantù ha fatto una bruttissima partita a Capo d’Orlando, vedremo come arriveranno al Bigi. Il nostro compito è studiarli e preparare al meglio la partita in settimana per farci trovare pronti".

Secondo lei cosa sta emergendo dalla Grissin Bon in queste prime gare?

«Abbiamo 2-3 punti fissi e poi in ogni partita, in base a come si sviluppa, gli altri a turno danno di più o di meno. Se qualcuno da un po’ di meno una volta, non deve essere giudicato male, magari si sono solo fatte altre scelte. Intorno ai punti fissi gli altri si alternano nel prendere responsabilità. Questo è di sicuro il nostro punto di forza principale».

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