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Sassuolo al Mirabello tifosi granata furiosi

di Jacopo Della Porta
Sassuolo al Mirabello tifosi granata furiosi

La squadra femminile gioca domenica, cresce la protesta

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REGGIO EMILIA. «Domenica 6 novembre, ore 14.30, Sassuolo - Vittorio Veneto, calcio femminile. La partita si disputerà allo stadio Mirabello. Questo noi non potremo accettarlo. Il Mirabello è un simbolo e come tale va rispettato. Noi siamo pronti alla mobilitazione!». Questo messaggio, apparso martedì sulla bacheca Facebook del Gruppo Vandelli, la tifoseria della Reggiana che allo stadio si siede nei distinti, è stato immediatamente condiviso da decine di supporter e ha generato una marea di commenti, tutti dello stesso tenore: dopo lo “scippo” dello stadio, così viene considerato l’acquisto all’asta dell’ex Giglio, ora i vicini modenesi entrano anche nel tempio granata, dove recentemente sono anche stati inaugurati i murales con i ritratti degli eroi che hanno fatto la storia della squadra cittadina. «Signori credo che questa sia la goccia - ha commentato Davide sul post del Vandelli-. Va bene tutto ma questo no, il tempio granata non si profana con la squadra di un’altra città. Il Mirabello non si tocca».

Non è chiaro cosa intendano i tifosi per mobilitazione, ma l’impressione è che questa vicenda sia diventata per alcuni una specie di linea del Piave, una metafora che in vista del 4 novembre calza a pennello, tanto più che le avversarie del Sassuolo provengono da Vittorio Veneto.

Che il Mirabello sia un tema sensibile per i tifosi lo sanno tutte le parti in causa, già da quando il 30 settembre venne annunciato l’accordo tra Reggiana femminile e Sassuolo, che ha di fatto sancito l’acquisizione della formazione granata da parte di quella neroverde. Sui mezzi di comunicazione del Sassuolo femminile fino a ieri non si parlava della partita del Mirabello, e anche sul sito della Fondazione dello Sport del Comune di Reggio Emilia la sezione dedicata all’impianto di via Matteotti presenta un calendario vuoto. Dalla Fondazione comunque ieri hanno provveduto a informare il gestore dell’impianto, il Rugby Reggio, del fatto che domenica si giocherà. I tifosi della Reggiana lo hanno appreso invece dalla pagina Facebook del Vittorio-Veneto.

La questione Mirabello ha investito anche la politica e le aule di tribunale. A maggio la Fondazione dello Sport ha pubblicato un bando per la concessione dello stadio per la durata di un anno a un canone base di 2.500 euro. Nel bando si stabiliva che «per la stagione sportiva 2016-17 l’utilizzo del terreno di gioco verrà limitato fino alla fine del mese di aprile 2017 allo svolgimento delle sole gare del campionato di calcio femminile di serie B». Nell’avviso si precisava che tale utilizzo è gratuito e che il campo non può essere utilizzato per il rugby e il football americano.

Il Rugby Reggio e la Medials, società che promuove eventi, si sono aggiudicati la gestione. Il Rugby ha poi presentato ricorso al Tar, sostenendo che le clausole del bando fossero discriminatorie. A ottobre il tribunale ha respinto il ricorso e ha dato ragione alla Fondazione .

Il pronunciamento della giustizia amministrativa è arrivato poco dopo l’accordo tra la Reggiana donne e il Sassuolo. E a questo punto la questione è diventata politica. Se aveva senso prevedere l’utilizzo gratuito del Mirabello da parte del calcio femminile, storicamente a corto di fondi, come è giustificabile quel proposito, ora che la squadra appartiene a una società, di un’altra provincia, che non ha problemi economici? Se lo chiedono, ad esempio, i consiglieri Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani di Grande Reggio- Lista Civica Magenta, che hanno presentato una mozione sull’argomento. «I presupposti politici contenuti nel bando indetto dalla Fondazione vengono completamente a mancare». Dunque che fare? Il Comune ha le mani legate dalla sentenza del Tar che ha ribadito la legittimità del bando. I consiglieri d’opposizione avanzano allora una proposta: chiedono al sindaco di verificare con gli aggiudicatari se intendono proseguire nella gestione dello stadio Mirabello sino alla scadenza della concessione. In caso di risposta negativa chiedono «di procedere all’indizione di una nuova gara».

Al momento però non risulta che l’intenzione dell’Ati aggiudicataria sia quella di abbandonare la gestione. Così come non risulta che il Sassuolo femminile abbia intenzione di giocare altrove (la prima in casa era stata ospitata a San Polo perché il campo cittadino non era pronto).

La vicenda Mirabello ha finito per mettere in secondo piano le vicende sportive delle calciatrici, che ovviamente sono molto felici di poter continuare a inseguire i loro sogni (la Reggiana femminile rischiava di chiudere i battenti). Una gioia che anche le loro famiglie condividono. La madre di una giocatrice ha scritto su Facebook: «Chiamarvi Reggiana o Sassuolo femminile...non cambia, siete sempre voi ! Fatevi valere...».

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