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«Il nostro obiettivo è preparare i giovani al salto con i grandi»

di Andrea Munari
«Il nostro obiettivo è preparare i giovani al salto con i grandi»

Calcio Lega Pro: Zanetti, mister della Reggiana Berretti «Rizzi? Non deve accontentarsi. Ho molti ragazzi di qualità»

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REGGIO EMILIA. «Il nostro lavoro deve mirare alla crescita dei ragazzi, fare entrare loro nella mentalità della prima squadra». Paolo Zanetti è stato chiamato a guidare la formazione Berretti della Reggiana, dopo una carriera da giocatore che l’ha visrto protagonista in tutte le categorie, con 98 presenze in Serie A, 116 in Serie B e 61in Lega Pro. Dopo due anni in cui ha fatto parte dello staff tecnico guidato da Alberto Colombo, quest’anno per Zanetti è la prima esperienza da capo allenatore, anche se com’è normale che sia le esigenze sono diverse.

Un bilancio di questi primi mesi alla guida della Berretti?

«È un’esperienza molto formativa, perché ti va vedere le cose da una prospettiva diversa avendo esigenze e problematiche diverse rispetto alla prima squadra. In più iniziare un’esperienza da primo allenatore aumenta certamente quelle che sono le mie responsabilità».

Con che occhi la guardano i ragazzi considerato il suo passato?

«Ho cercato subito di essere credibile, per far si che loro si fidassero di me al di là di quella che è stata la mia carriera da calciatore. Fin da subito ho fatto capire loro che il mio lavoro sarebbe stato quello di provare a migliorare le loro carenze e consolidare le loro qualità attraverso il lavoro sul campo».

Avere diversi giocatori aggregati alla prima squadra è motivo di orgoglio?

«Assolutamente sì, sopratutto se si dimostrano all’altezza della situazione. Il mio lavoro si vede quando, venendo chiamati, riescono a colmare il gap di esperienza e di qualità. Sono molto contento per Rizzi che a Modena ha esordito facendo una buona impressione».

Com’erano i suoi ragazzi prima della sfida di coppa in cui avrebbero potuto giocare?

«Abbiamo parlato, l’obiettivo per cui lavoriamo non è do certo per il risultato o la classifica, ma per inseguire il loro sogno di diventare professionisti per saper sfruttare l’occasione quando avranno la fortuna di essere chiamati in causa».

C’è qualcuno che è pronto a fare il salto?

«Siamo ancora ad inizio stagione e molti ragazzi sono di classe ’99 e hanno davanti due anni di lavoro nella Berretti per crescere, però credo che ci siano delle qualità. Lo stesso Rizzi non deve accontentarsi, ma prenderlo come un punti di partenza».

Considerata la buona classifica c’è la paura che qualcuno si esalti troppo?

«Sta già succedendo. All’interno delle stesse partite abbiamo dei cali di concentrazione, ma credo sia normale nei ragazzi. La cosa più difficile da insegnare è la mentalità perché non si devono accontentare e specchiare. La classifica ci gratifica però l’obiettivo è la prima squadra».

Il suo obiettivo di quest’anno?

«Il primo è sicuramente quello di far crescere i giocatori, ma è importante anche giocare per vincere, perché ci si avvicina alla mentalità della prima squadra. Se l’anno prossimo qualcuno sarà in pianta stabile in prima squadra sarà per me motivo di grande soddisfazione».

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