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«Al Bigi voglio ritrovare il calore di sempre»

di Linda Pigozzi
«Al Bigi voglio ritrovare il calore di sempre»

Menetti: «Spero che con Cantù la nostra gente non si metta troppo comoda»

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REGGIO EMILIA. L’emozione c’è, inutile negarlo. Il ritorno nel catino di via Guasco, domani per la sfida con la Red October Cantù, dopo le due “trasferte” finite in gloria al pala Dozza, non è roba da poco. Ma il coach Max Menetti confida che il nuovo volto del Bigi non stravolga l’indole del pubblico reggiano.

«Contento di tornare nella nostra casa, ma ci torniamo con la speranza che la nostra gente si metta subito sulla lunghezza d’onda del team. Abbiamo una macchina nuova ma non possiamo evitare le pozzanghere per non rovinarla. Bisognerà quindi che i nostri tifosi non si mettano troppo comodi nei seggiolini che sono al posto dei vecchi gradoni che, personalmente, a a me mancheranno tanto. Bisognerà che tutti ci sporchiamo le mani: lo dobbiamo fare perché possiamo conquistare la quinta vittoria consecutiva e dobbiamo trovare subito empatia, quella di sempre».

La spinta del Bigi sarà fondamentale come lo sarà la grande concentrazione che Menetti ha chiesto ai suoi uomini.

«È stata una settimana in cui abbiamo lavorato molto bene - spiega - anche se siamo stati costretti a fare ancora a meno di Stefano Gentile (l’esterno è alle prese con un problema all’inguine, ndr) che sarà sottoposto a un controllo nei prossimi giorni, oltre che di Sava Lesic, fermato da una faringite già giovedì. Spero di recuperarlo per la partita con Cantù».

«A tutti - confida il coach - ho chiesto grande concentrazione e, naturalmente, una grande tensione. Giochiamo una gara molto importante, con una squadra che si presenta da sola. E non mi faccio ingannare da come è andata l’ultima partita giocata della formazione canturina (la Red October ha perso 96 a 53 a Capo d’Olrando, ndr). Io ho preso dei -40 e perfino dei -50 e so che si può ripartire subito. Noi restiamo focalizzati su quel che Cantù ha saputo fare con Sassari, spazzata via all’ultimo grazie a una prova di grande qualità. Non tremiamo davanti ai nostri avversari, ma siamo concentrati su quel che dobbiamo fare noi».

Sulla panchina della Red October non siede proprio uno qualunque. A guidare il team è il lituano Rimas Kurtinaitis, ex giocatore di alto livello passato in carriera, fra le altre, da Cska Mosca, Real Madrid e Kaunas e da tecnico alla guida di Lyetuvos Rytas, Riga e Chimki.

Kurtinaitis, secondo Menetti, guida ora una squadra «di grandi giocatori, molti dei quali hanno trascorsi in Eurolega. Su tutti Fran Pilepic (guardia croata ex Cedevita Zagabrial, ndr) che ritengo il miglior tiratore di tutto il campionato. In più a Cantù gioca Sasà Parrillo, che riabbracceremo volentieri, ma che affronteremo ben decisi a battere».

Sul magic moment di Cervi e Aradori, l’allenamento reggiano taglia corto. «Il nostro è un team in cui tutti sono importanti. È evidente sia Pietro sia Riccardo stiano giocando bene, ma se lo stanno facendo è anche perché tutta la squadra dietro ha difeso e ha collaborato in attacco».

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AL COACH MAX MENETTI

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