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Il pala-cantiere costringe i tifosi a lunghe file

di Luigi Vinceti
Il pala-cantiere costringe i tifosi a lunghe file

Aperte troppo in ritardo le porte d’ingresso all’impianto Bocciati anche i nuovi sedili: «Alcuni sono scomodi»

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REGGIO EMILIA. Più di 30’ in fila prima di entrare al palazzo. Questo è successo nella prima gara nel “cantiere” di via Guasco. Gli ingressi sono infatti stati aperti al pubblico in netto ritardo rispetto ai tempi canonici (un’ora-un’ora e un quarto prima dell’inizio del match): le porte d’ingresso sul lato biglietteria sono state spalancate soltanto alle 17.25 quando la coda era ormai lunghissima tanto che si allungava su via Guasco.

In fila anche Stefano Gentile che s’è fatto largo fra la folla e ha dovuto “spiegare” alla maschera che era un giocatore della Grissin Bon, anche se infortunato e a riposo forzato, per riuscire a entrare.

Ma anche per una parte di spettatori la novità del rientro in via Guasco ha riservato qualche amara sorpresa.

La collocazione dei tabelloni, ad esempio, con i punteggi, i tempi da giocare e la situazione falli e dei canestri messi a segno dai singoli giocatori, è resa praticamente vana a chi non siede nelle fila più basse. Buona parte dei giornalisti, e per chi si colloca nella zona alta della tribuna principale, l'unica soluzione è quella di…scendere di alcuni gradini o informarsi collegandosi ad internet. Sono riusciti a scavalcare l'ostacolo soltanto alcuni fortunati che riuscivano a verificare tutti questi dettagli grazie al riflesso regalato delle nuove vetrate che sono state collocate fra la zona bassa e quella superiore dell'impianto.

Gli habituè del pala hanno scosso la testa anche per l'assenza di qualsiasi pubblicazione (qualcuno colleziona da tanti anni il mitico “Pr news”) capace di offrire agli spettatori le formazioni in campo, i nomi dei direttori di gara e diverse altre utili informazioni. Mancavano solo ieri o sarà così per tutta la stagione?

Per finire con un inciampo ancor più consistente lamentato da alcuni tifosi che godono dello spettacolo cestistico dai punti più elevati delle due tribune. La vista del campo, da alcuni seggiolini, è spezzata dalle colonne in cemento armato e per passare con lo sguardo da un canestro all'altro bisogna letteralmente spostarsi. «Nell'ultima fila dei distinti - diceva ad esempio ieri Giancarlo Bertolani - che costano pure parecchio, ci sono angoli di campo che non sono letteralmente a portata di sguardo. Non mi era mai capitato e pensare che seguo il basket da quando si giocava ancora alla ex Gil, con Enzo Simonazzi».

Poco più in basso Stefania Turci e Ivano Menozzi si dicevano poi quanto meno sorpresi: «I nostri sedili sono sollevati dal piano e se stiamo seduti non tocchiamo il suolo con i piedi. Per un po' si resiste, ma si fa parecchia fatica. Viene mal di schiena».

Anche sul lato opposto, dalle tribune numerate inferiori, arrivava qualche lamento.

«Il posto del sedile è così stretto - annotava Vittorio Betti - che non riesco a sedermi comodamente. Lo scorso anno, sebbene fossi in ultima fila, non avevo questo problema». La caccia a tanti nuovi posti - oggetto di critica sono i seggiolini aggiunti di colore blu - non ha purtroppo dato sempre l'esito sperato.

Tutte proteste, va precisato, fatte sottovoce, pacatamente, forse perché c'è chi si spera che, essendoci ancora i lavori in corso, si possa rimediare ad alcuni problemi segnalati. Ed anche alcuni servizi sono tuttora oggetto di interventi.

In compenso è già funzionante una rampa per i disabili, la diversità dei colori regala un bel colpo d'occhio e infine non avremo più spettatori costretti a restare in piedi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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