La Grissin Bon in casa si esalta
Quinto hurrà dei reggiani che distruggono la fragile Cantù
REGGIO EMILIA. Il ruggito reggiano risuona violento al pala Bigi e spaventa a morte la debole Cantù, ancora troppo poco squadra per potersela giocare sul serio.
Il ruggito risuona nella “nostra casa” - come sottolineato dagli Arsan nello striscione cuore della coreografia che ha coinvolto la rinnovata tribuna - durante una gara risolta in una corsetta dei reggiani verso un successo che avrebbe pure potuto essere strabordante, vista la fragilità difensiva degli avversari.
Con relativa facilità, l’attacco biancorosso riesce infatti ad affondare la lama nella difesa e non lasciando scampo al team del guru Kurtinaitis.
Gli applausi, nell’ubriacatura collettiva del rientro in via Guasco, li strappa più di tutti Achille Polonara, tornato ad essere il se stesso di due stagioni fa.
Dimenticando per un attimo il solito pianto in attacco (2/4 da sotto, addirittura 0/6 dai 6.75) un sorrisetto lo strappa finalmente Delroy James. Nel lavoro sporco, l’americano non è mai riuscito così bene da quanto si è iniziato a fare sul serio. Facilitato, è vero, dalla pochezza che s’è trovato davanti, James alla conta finale è risultato il miglior rimbalzista del lotto biancorosso. Il che è decisamente un buon punto di partenza, pensando a sfide più toste e ad avversari ben più infidi come quelli che la Grissin Bon si troverà davanti domenica ad Avellino.
Per il big match con la Scandone, ieri vincente di un soffio a Varese all’overtime e quindi ancora seconda con la Grissin Bon, si spera di riavere Stefano Gentile, ieri spettatore a causa del guaio all’inguine. E, naturalmente, un Lesic finalmente in forma. Con Cantù il lungo serbo è infatti sceso in campo con circa 39° di febbre e i suoi quattro minutini di gioco non sono logicamente valutabili.
La gara ha visto Menetti gettare subito nella mischia Needham, Della Valle, Aradori, James e Cervi.
Un niente e Reggio vola a +5, ma Cantù che deve far dimenticare il -43 di Capo d'Orlando all’inizio qualcosina lo fa e in un flash ha già raggiunto i reggiani.
Needham è caldo, caldissimo, e il suo bum bum al 3’30” riporta i suoi avanti (10-9). Una prodezza di Cervi spinge Reggio sul +3 un attimo prima dell'ingresso al pala degli ultras canturini che, ce ne fosse stato bisogno, riscaldano ancora di più il Bigi.
Al 3' c'è spazio oltre che per il baby Bonacini anche per Lesic, febbricitante e stoicamente in campo per far rifiatare Cervi.
Nonostante i cambi e nonostante i sei punti che Johnson riesce a inanellare, la Grissin Bon non si ferma e, lanciata da Polonara, trova il 27 a 19 che chiude il quarto.
Velocità e dinamismo estremo sono il plus biancorosso: Cantù poco reattiva in difesa, subisce e scivola sul -10 (31-21), prima che il tiratore croato Pilepic interrompa per un attimo la corsa reggiana con una tripla.
Menetti ha scelto di giocarsela con un quintetto piccolo e veloce dando sotto piena fiducia a James e Polonair. Inebetita, Cantù continua a prenderle: il +15 arriva al 4’ del secondo perido con uno schiaccione di Polonara. La Red October ha imbarazzanti vuoti difensivi e in campo pulsano solo i biancorossi: Polonair, dal perimetro timbra in scioltezza il +22 (51-29) al 7’. Alla pausa lunga s’arriva poi col vento a favore e tanto entusiasmo sul 55-38.
La gara è già virtualmente chiusa nelle prime battute della ripresa, con i biancorossi che non s’afflosciano e continuano a viaggiare sereni: 65-44 al 4’, 71-48 al 7’. Esalta e s'esalta Polonara con la schiacciata che porta all'80-53 quando, a dirla tutta, c'è più “battaglia” nei cori delle due curve che non sul parquet. Col risultato già al sicuro, nell’ultimo periodo ci sono ancora minuti di crescita per Bonacini e Strautins: robetta preziosa in vista di qualcosa di più importante. Al 6’ il resto della truppa reggiana molla gli ormeggi rendendo un meno imbarazzante il passivo canturino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
