Manconi, il capocannoniere della Reggiana che ha conquistato tutti
Anche l'attaccante stupito dal suo avvio folgorante di stagione: "Non mi aspettavo questo inizio, a Reggio sto bene"
REGGIO EMILIA. Arrivato in prestito dal Novara quasi sconosciuto adesso Jacopo Manconi è diventato un idolo dei tifosi granata: cinque gol in campionato, uno più bello dell’altro, e tanta qualità nelle sue giocate. Un exploit che ha stupito pure lui. «Non mi aspettavo questo inizio di stagione ed ora avanti a testa bassa per dare sempre di più. Qua sto bene e sono sereno mentre in passato non trovavo sempre continuità per colpa di alcuni infortuni».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.14381229:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2016/11/08/news/le-pagelle-di-reggiana-samb-granata-da-applausi-1.14381229]]
A quante reti punta?
«Non ho obiettivi personali ma lavoro per il bene della squadra».
Lunedì si è vista una Reggiana praticamente perfetta.
«Abbiamo fatto la nostra partita, con la giusta cattiveria, riuscendo a portare a casa il risultato».
Cosa ha pensato nell’azione del suo gol?
«Non è facile da dire perché con due compagni vicino mi sono preso una bella responsabilità: se l’avessi sbagliato mi sarei pentito perché avevo altre scelte ma è andata bene».
Perché quella strana esultanza quando segna?
«Niente di che ma qualcosa nato tra noi perché ci sentiamo uniti. Abbiamo diverse esultanze: ad esempio con Mogos c’è un balletto, con Angiulli una stretta di mano particolare».
Come vive da capocannoniere?
«E’ bello perchè non lo sono mai stato. Spero che tutto possa continuare su questi livelli sia personali che di squadra perché le cose si stanno mettendo bene».
Con l’imminente rientro di Marchi e Cesarini teme la panchina?
«Essendo tutti grandi giocatori è giusto che ognuno abbia paura del compagno ma sappiamo che con loro in campo la squadra andrebbe comunque bene con qualsiasi modulo».
Potrebbe farlo lei il trequartista dietro loro?
«Sono più attaccante da venti metri finali per cercare la conclusione. Sì, lo potrei fare ma mi trovo meglio in attacco mentre Cesarini, che conosco da Pavia e che per il suo dribbling veniva chiamato il “mago”, è forte e potete star certi che farà bene ovunque. Lui è uno che sa gestirsi meglio giocando dietro, anche da solo, mentre per quanto mi riguarda se sarò chiamato mi farò sempre trovare pronto».
Sabato come si vince contro l’ex Arma, capocannoniere del girone?
«Sarà una bella battaglia, andremo tranquilli a giocarci le nostre carte con una difesa solida, un buon centrocampo e sapendo che le nostre ripartenze sono sempre pericolose».
Ce la farete a preparare questa gara fondamentale in quattro giorni?
«Il mister dall’inizio ci ha sempre chiesto di allenarci a mille».
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