Trevisan torna a Pordenone dopo 14 anni da avversario
PORDENONE. È cresciuto in città (a pochi passi dallo stadio), ha debuttato in prima squadra proprio coi neroverdi: stagione 2001-2002, campionato di serie D, lui uno dei tanti giovani di quel team...
PORDENONE. È cresciuto in città (a pochi passi dallo stadio), ha debuttato in prima squadra proprio coi neroverdi: stagione 2001-2002, campionato di serie D, lui uno dei tanti giovani di quel team salito in C2. Da quella volta non è più tornato al Bottecchia e non ha mai giocato contro il Pordenone. Un viaggio lungo 14 anni tra i professionisti. Così, sabato Trevor Trevisan tornerà alle origini. Il difensore, classe ’83, figlio dell’ex Genoa, Angelo, sarà di scena al velodromo con la “sua” Reggiana. Dei granata è diventato subito capitano: normale, vista la sua grande personalità. Sarà una partita speciale per lui, emozionante, una prima volta per cui però non si commuoverà. «Chiedo strada al Pordenone: stiamo bene, vogliamo vincere e allungare il momento positivo», annuncia con tono da condottiero.
Trevisan, sarà come riannodare il filo della sua carriera: allora andò a L’Aquila e non fece più ritorno...
«Ci sto pensando in questi giorni. Sono passati tanti anni. Ho giocato in tante piazze e mai più a Pordenone, neanche da avversario. Sarà molto strano».
Arriviamo al presente: Reggiana reduce dal 2-0 con la Sambenedettese. Una squadra in grande forma?
«Stiamo facendo bene. Quella di lunedì sera è stata forse la nostra migliore partita. Abbiamo limitato un’ottima formazione come la Samb: cresciamo giorno dopo giorno, anche se non è facile. Siamo un gruppo nuovo e non è facile vincere subito. Sono contento anche a livello personale. Dopo aver iniziato la preparazione a fine agosto e accusato un affaticamento muscolare, ora sono in condizione».
Quella di Pordenone che gara sarà?
«Importante, ma come tante altre. La classifica neppure la guardo: comincio a farlo da aprile. A Salerno, due stagioni fa, quando siamo saliti in serie B, siamo rimasti secondi per quasi tutto l’anno e primi nell’ultimo periodo, quando abbiamo vinto lo scontro diretto col Benevento. I neroverdi stanno disputando un buon campionato: noi vogliamo batterli, perché arriviamo da tre vittorie di fila e il desiderio è stare davanti, dettare il ritmo».
Di fronte avrà Arma, il capocannoniere...
«Rachid è un ottimo giocatore: non ci ho mai giocato contro, ma so che è tecnico e vede la porta. È un ex di turno che ha voglia di rivalsa. Studieremo come poter fare per limitarlo. Non sarà facile, i numeri parlano per lui».
Torniamo indietro: cosa si ricorda della sua esperienza a Pordenone?
«Sono passati tanti anni. Non ricordo neppure qual è stata la mia ultima partita al Bottecchia. Di certo non mi sarei mai immaginato di tornare a giocare in via Stadio: mi farà molto piacere, anche rivedere persone che non vedo da tanto».
Tra queste Matteo Tomei: cresciuti assieme, compagni di classe, per la prima volta rivali.
«Incontrarsi da avversari in una gara professionistica sarà un momento molto particolare. Anche perché non ci sono molti giocatori di Pordenone tra A, B e C in giro per l’Italia». E se dovesse segnare? Esulterebbe? «Certo. È doveroso manifestare la propria gioia. Non bisogna però mancare di rispetto all’altra tifoseria, della quale sei stato un beniamino».
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