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«La sfida con Reggio ora non è decisiva»

di Adriano Arati
«La sfida con Reggio ora non è decisiva»

Il centro di Avellino Marco Cusin si appresta ad affrontare la Grissin Bon dove ritroverà anche molti compagni di Nazionale

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REGGIO EMILIA. «Con Reggio sarà un bel momento di confronto fra squadre ambiziose, e l’occasione per rimanere in scia dietro a Milano. Potrò salutare tanti amici e compagni di Nazionale». Domenica ad Avellino la Grissin Bon troverà in mezzo all’area il centro Marco Cusin, uno dei pochi veri lunghi d’area italiani assieme a Cervi. Oltre che protagonista dell’intreccio di mercato dei mesi scorsi. In un primo momento offerto a Reggio, almeno secondo alcune voci mai confermate, e poi finito ad Avellino. Domenica si deciderà già qualcosa?

«No è decisamente troppo presto. Però sarà comunque un momento di confronto importante, per capire a che punto si è con lavoro».

Come avete fatto a trovare subito la giusta coesione?

«Non siamo partiti da zero, ma da 3 americani importanti in campo e fuori come Green, Leunen e Ragland».

Hanno fatto da guida?

«Hanno subito spiegato agli americani debuttanti come funzionano le cose, conoscono la serie A, e hanno favorito una coesione rapida».

Lei poi ha potuto fare tutta la preparazione, come non accadeva da tempo, no?

«Sì. Purtroppo l’eliminazione al preolimpico ci ha tolto un’estate di gioco con l’Italia. Erano davvero tanti anni che, per via della Nazionale, non iniziavo un ritiro».

Lo hanno detto anche gli italiani della Grissin Bon. Ritrova tanti amici?

«Esatto, sono tutti ragazzi che conosco bene, con Aradori abbiamo giocato anche insieme 2 stagioni a Cantù».

E c’è Cervi, l’altro centro della Nazionale.

«Sia io che lui siamo fortunati ad essere finiti in squadre che hanno fiducia in noi, che ci danno spazio, con allenatori validi. E dobbiamo approfittare di questa situazione per crescere anche in chiave azzurra: sono anni che inseguiamo un grande risultato e credo manchi poco per raggiungerlo».

Ad Avellino gioca con un altro centro puro, Fesenko. Come si trova?

«Bene, perché giocando la Coppa ci sono tante partite, non ci sono certo problemi di minutaggi. E abbiamo caratteristiche molto diverse, lui è davvero il lungo vecchio stile che gioca piantato in area, io ho più tiro e più velocità».

Può essere un vantaggio per Reggio non avere il doppio impegno con la coppa?

«Dipende da molti fattori. Se le cose vanno bene le coppe sono un elemento positivo, si può crescere giocando e c’è spazio per tutti. Se invece ci sono problemi e c’è necessità di lavorare in palestra, le coppe possono essere un ulteriore vincolo. Non si può dire».

Chi vede dietro a Milano oltre a Grissin Bon e Avellino?

«Sassari e Venezia, come detto anche a inizio anno potranno essere protagoniste in campionato. Intanto vediamo come andiamo noi con Reggio»

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