Gazzetta di Reggio

Sport

Insulti all’arbitro due blogger reggiani finiscono alla sbarra

Insulti all’arbitro due blogger reggiani finiscono alla sbarra

Tutto ha inizio tre anni fa durante la partita di Coppa Emilia tra il Cavola e la formazione parmigiana del Cervo

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Dopo quella partita ho smesso di arbitrare, in rete sono stato insultato e preso in giro per tanto tempo». Ora, Vincenzo De Pascalis vuole giustizia e ha citato in tribunale i presunti responsabili del dileggio e degli insulti. Si tratta di due blogger reggiani Marco Facchini e Giorgio Mansanti del sito Emilia Gol. La prima udienza è fissata per il prossimo 30 novembre.

E reggiana è anche la partita da cui tutta la vicenda ha preso le mosse. E’ il 12 novembre di tre anni fa: a Cavola si gioca la gara di ritorno della Coppa Emilia di prima categoria fra la squadra di casa, e la polisportiva "Il Cervo", di Collecchio. Durante la partita, l’arbitro, Vincenzo De Pascalis di Bologna espelle un giocatore del Collecchio che reagisce. La partita viene sospesa e nello stilare il referto l’arbitro calca la mano, al punto che il giocatore del Cervo viene in prima istanza squalificato per 5 anni e la partita assegnata a tavolino al Cavola con il più classico dei 3-0.

Nelle motivazioni del giudice sportivo si parla di condotta violenta del giocatore, accusato di aver colpito con un pugno l’arbitro e di averlo violentemente spintonato.

Passano pochi giorni e spunta un video, diffuso inizialmente da Tv Parma e poi ripreso dal sito Emilia Gol. In quel video nessuno spinge l’arbitro, al posto del pugno ci sarebbe una più leggera manata, che non tocca il direttore di gara ma ha soltanto l’effetto di far volare via dalle mani dell’arbitro il cartellino rosso. Il video non può essere acquisito come prova, ma tutti lo vedono. Anche i giudici federali chiamati a discutere l’appello presentato dal giocatore della formazione parmense.

La sentenza d’appello prende le mosse proprio da questa sorta di “prova tivù”.

Il giocatore viene sì squalificato ma soltanto per alcuni mesi e la partita non è più assegnata a tavolino al Cavola ma deve essere ripetuta.

Chi ne esce peggio di tutti è l’arbitro di quella partita, costretto ad ammettere di non aver scritto un referto proprio aderente ai fatti.

Il caso nato e sviluppatosi sulla rete esce dai confini provinciali e regionali. Il direttore di gara viene subissato di insulti sui social. «Ma il pugno me lo ha dato», rivendica il fischietto bolognese, figlio d’arte. «No, era una manata», replica il giocatore. Le due versioni divergono su tutto. “Ma mentre il giocatore è stato sempre difeso, io sono stato abbandonato. Ho smesso di arbitrare, perché in realtà mi hanno costretto a fermarmi. L’Aia regionale mi disse che mi avrebbero rispedito ad arbitrare i più piccoli, che gli avevo fatto fare una brutta figura. Avevano creduto al video, non a me».

Ora l’ormai ex arbitro passa al contrattacco e se la prende con chi, a suo avviso lo avrebbe insultato. «Chiederemo i danni morali ed economici», afferma a Repubblica l’avvocato Rizzuto che difende l’arbitro.

«Per me questa è una pagliacciata, quel video dice tutto”, sostiene Mansanti, uno dei due imputati.

La prima udienza di questa causa è in programma il prossimo 30 novembre a Bologna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google