Gazzetta di Reggio

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«Oggi inizia per noi un ciclo molto importante»

di Cristiana Filippini
«Oggi inizia per noi un ciclo molto importante»

Il tecnico Colucci: «Il lavoro sta dando i suoi frutti e la squadra ora è consapevole delle proprie qualità»

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REGGIO EMILIA. Arrivano buone notizie dall’infermeria granata e questo non è poco considerate le insidie che nasconde una trasferta come quella di Pordenone.

«Nolè e Maltese sono recuperati - spiega il tecnico granata Leonardo Colucci - anche se dovremo valutare la condizione psico-fisica, anche perché abbiamo avuto due giorni in meno di recupero e in questo campionato dovremo lottare anche contro questa cosa. Marchi è a disposizione anche lui anche se non è al meglio».

Il Pordenone può essere inserito tra le candidate alla promozione?

«Assolutamente sì. Già l’anno scorso hanno fatto bene, ha giocatori importanti come Berettoni, Burrai, Semenzato, oltre ad alcuni ex granata».

Il 4-3-1-2 può essere la soluzione ideale?

«Il 4-3-3 che facevano noi voleva essere un 4-3-2-1, ma bisogna aggiungere che la quadratura del cerchio la raggiungi attraverso le partite e gli allenamenti. Credo sia un discorso di atteggiamento e di consapevolezza e questo i ragazzi, rispetto a un mese fa, l’hanno capito».

Oggi potrebbe andare bene anche un pareggio?

«Fermo restando il grande rispetto per gli avversari, l’atteggiamento deve essere sempre quello di voler fare la partita e di vincerla».

I giocatori per lei sarebbero disposti a buttarsi sotto al treno e chi sta in panchina?

«Chi non gioca è un pelino più arrabbiato. Io nello spogliatoio cerco di essere coerente e credibile. Devo anche dire che la stessa cosa farei io per loro».

C’è la consapevolezza che inizia un ciclo importante?

«Sì, c’è la consapevolezza che sarà un ciclo importante. Ma, e scusate se mi ripeto, avremo diverse partite a distanza di pochi giorni e dovremo confrontarci anche con questo aspetto. E in alcuni casi si tratta di posticipi forzati dove non c’entra niente la diretta televisiva. Detto questo, il destino della nostra stagione si presenta ogni settimana e ancor di più quando ci sarà quel ciclo terribile di quattro partite in dodici giorni contro squadre fortissime».

Come ha visto i ragazzi dopo la Sambenedettese?

«Non è una vittoria che fa la differenza. Quello che voglio trasmettere alla squadra è il concetto di mentalità».

Quella vista lunedì sera inizia ad essere la Reggiana di Colucci?

«Serve tempo e in questi mesi i ragazzi non si sono mai risparmiati».

Lunedì c’erano oltre 7500 tifosi sugli spalti.

«Fa un bell’effetto. Significa che c’è consapevolezza e coinvolgimento da parte di tutta la città. I ragazzi questa cosa la percepiscono perché in Lega Pro giocare davanti a tanti tifosi non è da tutti. Sono numeri che non ci possono essere in trasferta ma da Lumezzane a Bassano, è stato sempre come giocare in casa».

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