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Cesarini unica nota lieta «Finalmente in campo»

Cesarini unica nota lieta «Finalmente in campo»

Il fantasista debutta in campionato e in 20’ si rende pericoloso: «Sto bene» Perilli fa autocritica: «Gli altri andavano di più, noi siamo stati senza nerbo»

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PORDENONE. In campo ha parato quello che ha potuto. Non c’è stato nulla da fare, perché il Pordenone è passato lo stesso come e quando ha voluto. Così, nel post-gara del Bottecchia, Simone Perilli si è presentato di fronte a microfoni e taccuini senza un alibi, ma solo con il compito di cercare di spiegare come si può uscire da una sconfitta così netta. «Niente da dire - ha esordito il portiere della Reggiana - è stata una prestazione bruttissima. In campo ha vinto semplicemente l’atteggiamento migliore».

La Reggiana, per dirla in un altro modo, sembrava la squadra di alto livello quasi sazia. «Gli altri andavano di più, non c’è un'altra spiegazione, né un’altra cosa da dire in merito. Sembravamo noi contro la Sambenedettese, una squadra con fame. Invece oggi siamo stati noi quelli senza nerbo. Non avevamo la stessa voglia di lunedì sera, ed è inspiegabile. Questo non è l'atteggiamento di una squadra che punta a vincere. Spero solo che una partita del genere ci faccia crescere».

È la stessa speranza che nutre Alessandro Cesarini, che ha debuttato in campionato e ha giocato 20’, rendendosi subito pericoloso, comunque una nota positiva per un giocatore che rientra da un lungo infortunio e che tutto l’ambiente aspetta da tempo. «Non sono stanco - ha detto a botta calda - e questo è già un buon punto di partenza.

Non vedevo l’ora di giocare e finalmente sono sceso in campo. Il ruolo? Dopo tutto quello che ho passato, posso giocare ovunque. Non importa».

Fin qui la soddisfazione per l’erba riassaggiata dopo mesi. Poi però viene il momento di analizzare la partita. E il sorriso se ne va. «Credo anch’io - ha detto Cesarini - che si sia trattato di un problema legato all’atteggiamento. Noi dobbiamo imporre ovunque il nostro gioco.

Non vedo l'ora di dare una mano alla squadra nel momento del bisogno, ringraziando ancora chi mi ha aspettato per tutto questo tempo».

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