Esplosività atletica contro tecnica L’interessante sfida fra gli esterni
REGGIO EMILIA. Reggio Emilia e Avellino: due squadre insieme lontane e vicine. Rappresentano due modi diversi ma in fondo complementari di costruire formazioni di vaglia, la Sidigas e la Grissin Bon....
REGGIO EMILIA. Reggio Emilia e Avellino: due squadre insieme lontane e vicine. Rappresentano due modi diversi ma in fondo complementari di costruire formazioni di vaglia, la Sidigas e la Grissin Bon.
La continuità. In fase di costruzione del team, entrambe hanno cercato la continuità.
Reggio ha confermato il blocco italiano. Avellino, pur dovendo cambiare parecchio, ha scelto di ripartire da tre americani esperti: Leunen, Green e Ragland stanno facendo da tutor ai giovani e talentuosi avellinesi, all’esordio italiano.
Menetti e Sacripanti sono due degli allenatori italiani oggi più quotati, i classici “ragazzi di casa” cresciuti in una società storica.
Menetti ha accompagnato l’intero ciclo reggiano. Sacripanti, dopo tanti anni nella sua Cantù e dopo tante voci su un interessamento proprio di Reggio, sta facendo benissimo ad Avellino.
Quanto Reggio parla italiano, Avellino parla in inglese. Gli irpini hanno dovuto rinnovare il parco italiani e hanno portato a casa il centro Cusin al posto di Cervi e Zerini per rimpolpare la panchina. Il nucleo però è straniero: i primi sette realizzatori della Sidigas sono i sette stranieri, ovvero i sei americani e l’ucraino cresciuto negli States Fesenko.
Il discorso si ripete per le stelle. Aradori è ha oggi un possibile candidato Mvp, e fra i migliori italiani in stagione ci sono senza dubbio Cervi e Della Valle. Avellino invece si affida a Joe Ragland, decisamente lo straniero più talentuoso del torneo se si esclude Milano.
Aria rarefatta. Reggio e Avellino sono fra le poche formazioni ad usare con continuità dei centri puri. Reggio imbastisce il gioco a metà campo attorno a Cervi. Ad Avellino Sacripanti ha confermato la formula dell’anno passato col doppio centro, passando da Cervi-Buva a Cusin-Fesenko, entrambi sopra i 210 cm. I “centroni” classici della serie A sono quasi tutti qui, esclusi Raduljca, Lawal e Watt.
Atletismo contro tecnica. Reggio ha uno dei parchi esterni di maggior tecnica, Aradori, Della Valle e Gentile non hanno certo paura di comparazioni con gli stranieri per qualità dell’esecuzione e creatività. Avellino ha invece un pacchetto esterni di atletismo impressionante, come si è visto anche in Supercoppa. Randolph, Obasohan, Thomas sono giocatori con forza, velocità e dinamismo in grado di mettere in difficoltà ogni attacco con la loro pressione, spesso schierati insieme nel quintetto piccolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
