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«Male in trasferta? È lo stadio di Reggio che fa la differenza»

di Juri Panciroli
«Male in trasferta? È lo stadio di Reggio che fa la differenza»

L’ex della Reggiana Bruccini spiega i due volti della squadra «In casa il pubblico trasmette grandissime motivazioni»

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REGGIO EMILIA. «Scendere in campo nello stadio di Reggio ti da delle emozioni straordinarie, mentre in trasferta il clima è sempre diverso, però se la Reggiana gioca come sa in Lega Pro non ce n’è per nessuno». Parole di Mirko Bruccini che nonostante sia un giocatore della Lucchese rimane uno dei primi tifosi dei granata e, infatti, in occasione del big match contro la Sambenedettese era sugli spalti a tifare per gli ex compagni. «Avevo approfittato del big-match per tornare a Reggio e avevo visto una buona Reggiana. Sapevo che i marchigiani sono una buona squadra ma la Reggiana ha dominato rischiando davvero poco».

Sabato i granata hanno subito una vera metamorfosi.

«La partita sono riuscito a vederla su internet e la squadra non è riuscita a creare i presupposti per dare una svolta alla partita, tranne nell’azione di Cesarini».

A proposito, Cesarini lo conosce bene?

«Ha qualche anno in meno di me ma siamo partiti entrambi da La Spezia. È un bravo ragazzo e un ottimo giocatore».

Da ex granta come si spiega la differenza tra casa e trasferta?

«Giocare a Reggio ti dà stimoli incredibile, mi basta ripensare al pubblico che ho visto lunedì scorso, che ti trasmette grandissima motivazione, mentre in trasferta qualche stop può capitare anche se non dovrebbe».

C’è chi parla di centrocampo con poca fisicità.

«Per me la Reggiana ha giocatori importanti in mezzo al campo, Sbaffo non lo conosco personalmente ma mi dicono essere un ottimo giocatore, Bovo, Maltese e Angiulli sono un lusso per la categoria. Non so se possa essere un problema di testa ma se i granata si mettono a giocare come sanno non ce n’è per nessuno».

A Lucca come va?

«Il nostro obiettivo sono i playoff. Tranne la Cremonese, abbiamo incontrato tutte le squadre di testa quindi pensiamo di poter esercitare un ruolo da protagonisti».

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