Colucci e tutti i granata a scuola di lingua inglese
Il patron italoamericano vuole l’internazionalizzazione e la società si adegua Il responsabile educativo Simonelli: «È anche un modo per conoscersi meglio»
REGGIO EMILIA. I dipendenti della Reggiana tutti a scuola d’inglese. La società, come noto, fa del suo essere locale e internazionale al tempo stesso un punto di forza. Dunque a tutti è richiesto un impegno. O meglio, a tutti è data la possibilità di migliorare le proprie competenze linguistiche.
Il patron Mike Piazza ha dato il buon esempio: in questi mesi ha fatto passi da gigante nella comprensione dell’italiano e sempre più spesso pronuncia qualche frase nella nostra lingua. Non è un atteggiamento scontato, se si pensa a certi assi del mondo dello sport che non hanno mai fatto questo sforzo quando sono emigrati.
Ora tocca ai reggiani darsi da fare. Mister Leonardo Colucci, l’ad Guido Tamelli, il ds Andrea Grammatica e i dipendenti inizieranno a breve un corso di inglese a cura dell’ente Formart.
La Reggiana ha affidato al proprio responsabile dell’area educativa, Nicola Simonelli, che tra l’altro è neo consigliere della Fondazione dello sport, il compito di organizzare il tutto. «I corsi coinvolgeranno 25 persone - spiega Simonelli -, cioè il personale degli uffici marketing, amministrazione, commerciale e comunicazione. Poi lo staff tecnico della prima squadra e alcune figure del settore giovanile».
I corsi sono di quattro tipologie differenti, a seconda del livello di conoscenza della lingua. L’ad Tamelli farà un percorso personalizzato, mentre per l’addetto stampa Nicola Bonafini e per il capo dello scouting Alberto Bertolini, che parlano fluentemente in inglese, è riservato un percorso ad hoc.
La formazione inizierà con 24 ore, suddivise in due lezioni settimanali da due ore ciascuna. I corsi sono finalizzati a ottenere le certificazioni riconosciute a livello internazionale. «La formazione avverrà negli orari di lavoro e sarà anche un’occasione per conoscersi tutti meglio - dice Simonelli - perché i gruppi non saranno formati in base all’area di appartenenza, ma in base alla padronanza della lingua».
Nella comunicazione l’impronta internazionale è già stata impressa. Su Facebook e nel sito ufficiale le notizie sono in italiano e in inglese. Non si tratta di un vezzo, ma della logica conseguenza di una società a proprietà straniera, anche se ancora fortemente radicata in questa provincia, che guarda con attenzione agli Stati Uniti. (j.d.p.)
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