«Io e Reggio siamo cresciuti insieme»
Basket serie A, Della Valle sempre più al centro della Grissin Bon italiana: «Qui c’è un progetto che dura da anni»
REGGIO EMILIA. «La gara con Pesaro è pericolosa, loro amano correre. E noi non dobbiamo pensare troppo avanti, ma solo a questo impegno». Amedeo Della Valle invita a non concentrarsi troppo sul futuro, ma a dedicarsi solo alla prossima tappa del cammino, sinora brillantissimo, della Grissin Bon con 6 vittorie in 7 gare. E un calendario tutto sommato abordabile fra novembre e dicembre sino al gran duello del 27 contro Milano, nella replica della finale scudetto. «Quella partita è davvero lontanissima, non dobbiamo nemmeno parlarne adesso. Dobbiamo concentrarci solo su Pesaro», riflette la guardia piemontese, reduce da una prestazione spettacolare ad Avellino, 22 punti e 6 su 11 da 3 punti che hanno distrutto ogni speranza di rimonta della Sidigas.
Parliamo di Pesaro, che gara vi aspettate?
«Una gara impegnativa, loro non sono in una buona posizione di classifica e hanno bisogno di punti. Sono professionisti, di sicuro non ci tengono a fare brutte figure con nessuno».
Niente strada spianata per proseguire la striscia?
«Assolutamente no, qui dobbiamo solo guardare alla prossima gara. Dopo andremo a Brescia e anche quella sarà una partita molto difficile, contro una formazione valida che può metterci in difficoltà».
Pesaro è una formazione con tanti giovani americani molto atletici. Vi faranno correre?
«Di sicuro è nelle loro caratteristiche, hanno tanti giocatori molto dotati in questo senso. Ma anche noi siamo una formazione che rende al meglio quando può giocare in velocità».
Quindi?
«Loro dovranno provare comunque a correre. Vincere in casa nostra è difficile, avranno bisogno di una gara solida valorizzando quello che fanno meglio».
Contro di voi avranno motivazioni extra?
«È chiaro che adesso tutti vogliono fare bene contro di noi, sono stimolati. Lo sappiamo pure noi, e vogliamo continuare sulla nostra strada».
Questo bollino ve lo siete meritati sul campo. Con Avellino lei sembrava non poter sbagliare.
«Queste sono le mie caratteristiche, in fondo. In una partita ci sono quei 5, 10 minuti in cui sono in assoluta fiducia e posso provare ad attaccare sempre, a prendere tante soluzioni e fare male agli avversari».
Si esagera quando si definsice Reggio una mosca bianca in questa serie A?
«Credo che questa sia la prosecuzione di un progetto societario iniziato negli anni scorsi. Anche lo scorso anno l’impostazione era comunque abbastanza simile, anche se poi la squadra ha preso una direzione un poco diversa».
Com’è cambiato quest’anno il suo ruolo?
«Sono cresciuto, fa parte di un percorso in cui credo di aver sempre dato un contributo. E va ricordato che un percorso simile ha sempre due parti, il giocatore e la società. La società ha creduto in me, ha investito su di me, abbiamo fatto insieme questo cammino».
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