Le stelle della Reggiana infortunate o scomparse
Da inizio stagione il tecnico Colucci sta giocando senza quattro dei suoi titolari Il bomber Marchi gioca con il contagocce mentre Pedrelli non si è ancora visto
REGGIO EMILIA. L’infermeria della Reggiana in questo girone d’andata del campionato 2016/17 sta diventando un vero e proprio mistero, con alcuni elementi della rosa di cui si sono perse letteralmente le tracce e, servirebbe probabilmente ricorrere alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” per provare a capire dove sono finiti. Un aspetto non di poco conto è che i desaparecidos, sulla carta, dovrebbero essere tutti elementi titolari dello scacchiere ideale a disposizione del tecnico Leonardo Colucci, mentre la realtà dei fatti dice che l’allenatore granata ha potuto utilizzarli con il contagocce. Certo, gli ottimisti vedono il bicchiere mezzo pieno perché se la Reggiana è in quella posizione di classifica con dei giocatori fondamentali che non sono praticamente mai scesi in campo, figuriamoci dove potranno essere i granata quando questi torneranno a completa disposizione del tecnico. La domanda però è proprio questa, quando questi giocatori torneranno a disposizione del tecnico? Perché andando ad analizzare le singole situazioni le preoccupazioni nascono spontanee.
DANIELE PEDRELLI (0’ GIOCATI). Il terzino sinistro, individuato dalla società come titolare del ruolo, non è mai stato convocato dal tecnico nelle gare ufficiali giocate dalla Reggiana fino ad oggi. Il suo infortunio risale al 23 luglio, durante la prima sgambata del ritiro estivo contro la selezione della montagna e la società lo definì un infortunio muscolare che, trattato con i fattori di crescita, avrebbe dovuto tenere il giocatore lontano dal campo 5/6 settimane. Ad oggi, dopo 17 settimane, Pedrelli deve ancora svolgere un singolo allenamento con i compagni.
ETTORE MARCHI (578’ GIOCATI). Il capitano granata nei piani della società deve essere l’uomo su cui basare il peso offensivo della squadra, il crack per far dimenticare subito ai tifosi la “delusione” Arma e, quando è stato a disposizione, il giocatore è sempre sceso in campo dal primo minuto, trovando anche la porta con continuità durante il ritiro estivo. L’infortunio dopo soli 4’ nel derby di Modena l’ha fatto entrare in un vortice senza fine con il rientro per pochi minuti e il nuovo infortunio a Padova, il nuovo stop forzato, il rientro a Pordenone dal primo minuto e, adesso, un nuovo stop di almeno 3 settimane. Dopo Modena sembrava che l’infortunio fosse solo una distorsione importante alla caviglia, ora è stato evidenziato anche un problema tra tibia e perone.
ALESSANDRO CESARINI (32’ GIOCATI). Il discorso per il “mago” di Sarzana è completamente diverso, perché il giocatore è stato acquistato già infortunato e quindi c’era la consapevolezza da parte della società di non poterlo avere a disposizione nell’immediato. Cesarini, reduce da un’operazione chirurgica per risolvere il problema di pubalgia ha svolto il proprio programma di recupero senza intoppi e ora sta tornando a disposizione dello staff tecnico, che, però, non ha alcuna intenzione di forzarne il rientro per evitare ricadute.
ALESSANDRO SBAFFO (269’ GIOCATI). Arrivato l’ultimo giorno di mercato si è subito procurato una lussazione al gomito nel fare una rovesciata. Rientrato a disposizione dopo un mese, il 4 ottobre nella sfida contro il Santarcangelo e, dopo alcune gare in cui ha messo in mostra la sua classe, trovando anche il gol, a Mantova un nuovo infortunio, questa volta al ginocchio. Operato in artroscopia al menisco si è evidenziato anche un problema al legamento, che si è svuotato, ed è stato trattato con i fattori di crescita. Non rientrerà prima di 2 o 3 mesi.
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