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Consultinvest, il cantiere è aperto

Consultinvest, il cantiere è aperto

Il confronto: il team reggiano assemblato negli anni, quello pesarese solo ora

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REGGIO EMILIA. Una squadra programmata negli anni contro una ricostruita da zero per l’ennesima volta. Oggi a Reggio nella sfida fra Grissin Bon e Pesaro si sfidano due concezioni opposte di basket. La Reggio italiana assemblata nel tempo, aggiungendo giovani italiani, contro la Pesaro che ogni anno punta su americani al debutto. Va detto che il club marchigiana è costretto a questa strada dai limiti di budget e che a differenza di altre realtà non ha mai sforato né avuto problemi. La continuità è per forza di cosa però un miraggio.

Pesaro si affida su tutto all’enorme talento atletico di Jarrod Jones, ex prospetto Nba mai decollato, terzi realizzatore della serie A con 17.1 punti e primo rimbalzista con 10.3, unico atleta del campionato in doppia cifra di media. Non è un’ala, non è un centro, non difende molto, ma ha forza, agilità e pure buona tecnica.

Quanto Reggio è una squadra sinora armonica e ben organizzata, Pesaro è sinora un cantiere ancora lontano dalla stabilità. I marchigiani hanno l’ultimo attacco della serie A con soli 72 punti di media segnati, e sono ultimi pure negli assist, 12.3 effettuati a gara. Reggio ha invece il secondo attacco della serie A dietro a Milano con 84 punti di media. Anche le percentuali di tiro sono chiare: la Grissin Bon è prima nel tiro da due e quarta in quello da tre, Pesaro è ottava da due punti e penultima da tre.

Più ancora che con altre rivali, qui è Italia contro resto del mondo. A Reggio gli stranieri segnano 21.8 punti sugli 84 di media, a Pesaro gli italiani contribuiscono con soli 7.6 sui 72 messi a referto di media. I marchigiani fanno meglio solo a rimbalzo, grazie ai verticalisti Jones e Nnoko. Pesaro è nona nella specialità con 35.7, Reggio penultima con 31.3. I problemi di Pesaro nascono dalla poca coesione e da una qualità relativa del personale. Le due vittorie sono arrivate quando l’attacco ha funzionato, tirando da tre meglio del solito e permettendo ai tanti atleti di correre. Giocare in campo aperto a Reggio è pericoloso, ma Pesaro dovrà provarci.

La sfida sarà anche in panchina: Bucchi è un grande rivale dai tempi di Napoli, con Brindisi ha seguito un percorso simile a quello di Menetti con Reggio. Di sicuro conosce bene l’allenatore rivale.(a.a.)

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