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«Fidatevi di Leo Colucci l’uomo giusto per un ciclo»

di Jacopo Della Porta
«Fidatevi di Leo Colucci l’uomo giusto per un ciclo»

La benedizione di Gregucci, ex compagno di squadra dell’allenatore granata «Società, dirigenti, ambiente: adesso a Reggio c’è tutto per poter fare il salto»

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REGGIO EMILIA. «Questa Reggiana è più forte del Parma. E lotterà fino alla fine per la promozione. Non credo che il Venezia sia più forte. Però questo girone è il più difficile della Lega Pro, dunque sarà dura per tutti». Angelo Greguggi, bandiera della Reggiana, sabato era allo stadio per assistere alla sfida casalinga con l’Albinoleffe.

Gregucci, come le sembra la Reggiana di questa stagione?

«È una buonissima squadra. Ma la cosa importante è che ci sono una società importante, un direttore sportivo importante, dei dirigenti importanti. Inoltre non è finita qui. C’è dell’altro».

Che cosa?

«Il mio ex compagno di squadra Leonardo Colucci. Fossi nei reggiani darei moltissima fiducia a Leo, perché mi sembra che il lavoro che sta facendo è sotto gli occhi di tutti. Prevedo un campionato di primissimo livello per questa squadra».

Perché Colucci? Cosa la convince?

«L’uomo prima di tutto. Viene da una buona scuola. Ha grande integrità morale. Se si vuole aprire un ciclo vincente bisogna partire dagli uomini. Leo è la persona giusta».

L’Alessandria, che lei ha portato ai playoff nella scorsa stagione, è la corazzata del girone A. Per il ds Andrea Grammatica è l’esempio di come si costruisce una squadra vincente. Con il tempo.

«Il tempo è l’elemento imprescindibile per chi vuole un calcio logico. Per programmare ci vuole tempo. Altrimenti c’è solo il calcio di chi ha più soldi».

Impressioni sulla partita con l’Albinoleffe?

«Non c’è stata partita. Appena c’era campo i granata dimostravano di essere più forti. Non c’è altro da dire».

Cosa l’ha colpita della Reggiana?

«È completa in ogni reparto ha tutto. Nonostante abbia giocatori importanti infortunati».

Dell’attaccante Jacopo Manconi cosa gliene pare?

«È un giovane con grandi potenzialità. Dovrà essere bravo a dare continuità alle sue prestazioni».

Dopo aver allenato l’Alessandria e dopo la parentesi all’Inter al fianco di Mancini cosa sta facendo?

«Per ora seguo molte partite. In particolare sto seguendo alcuni giovani. Sto seguendo i profili di alcuni ragazzi che credo possano diventare bravi. Mi è sempre piaciuto farlo. Quando ero al Manchester United sono stato uno dei primi a segnalare le potenzialità di Domenico Berardi. In Italia, dopo il declino degli anni passati si è tornati finalmente a puntare sui giovani».

La Reggiana lo sta facendo. È una delle squadre con l’età media più bassa...

«Per questo ho detto che il ds è bravo».

A Reggio si torna a respirare aria di derby con il Parma.

«Sono qualcosa di speciale. I nostri si giocavano in serie A, contro un Parma di livello europeo. Grandi ricordi. Grande pubblico».

Il pubblico reggiano è comunque uno dei più numerosi di tutta la Lega Pro.

«Anche questo è uno degli aspetti che mi fa dire che in questa città c’è tutto per il salto di qualità».

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