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Grissin Bon brutta ma sempre vincente

di Linda Pigozzi
Grissin Bon brutta ma sempre vincente

Pesaro ko: i reggiani battono il record di vittorie consecutive

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REGGIO EMILIA. Non merita troppa enfasi la vittoria stagionale numero sette, quella del record societario di successi consecutivi, arrivata col fiatone al termine di una gara bruttarella, affrontata dai reggiani con l’atteggiamento di chi l’ha già vinta alla palla a due.

La porta comunque a casa la Grissin Bon, la sfida contro gli stranieri di Pesaro. E al termine di 40 sofferti minuti imprime il settimo sigillo consecutivo stagionale che le consente di restare un gradino sotto Milano - pure sofferente e vincente nel derby con Cremona - e un gradino sopra la pericolosa Avellino, tornata a braccia alzate dal viaggetto in Sardegna.

La approccia male la gara dei record, la Grissin Bon. Il primo quarto è un pianto difensivo, tanto più che Pesaro fa capire al volo di non essere arrivata al Bigi per inchinarsi alla viceregina del campionato ma, anzi, la punzecchia con una certa costanza. Gli ospiti si portano avanti e ci restano con una certa tranquillità. Quando, al 6’ abbondante, Thorton l’appoggia a canestro, il punteggio si fissa sul 15-22, con i reggiani mentalmente sfasati. L'uscita di Harrow, unico regista vero fra i biancorossi in trasferta, si fa sentire: Pesaro ha idee confuse in attacco, ma affidandosi alle mani di Jones tiene ugualmente la Grissin Bon dietro. Al primo gong, il tabellone luminoso dice infatti 23-26.

Con il secondo quintetto, la Grissin Bon nel secondo quarto si ricorda finalmente chi è e, grazie a un Lesic scioltissimo, sale a +6 (32-26), con Pesaro improduttiva sino al 3’, quando Zavackas trova il canestro. S’aiuta poi con una zona indecifrabile, il coach Bucchi, sperando di tener testa alla Grissin Bon. Che, però, ormai è lanciata: se la difesa fa il suo dovere, Pesaro deve inchinarsi. Al 6’ Harrow s’infortuna a una caviglia e il gioco pesarese risente dell’uscita di scena del play. Cervi dalla lunetta dice +11 (42-31). In chiusura di quarto, gli ospiti risalgono quel tanto che consente loro di ridurre il gap sotto i dieci punti (48-39).

La Grissin Bon torna in catalessi nella ripresa. Fields, senza ostacolo alcuno, mette insieme un violento 6 a 0 che fa schizzare di rabbia coach Menetti. Cervi schiaccia e ferma l’ondata marchigiana. Ma il suo è un acuto isolato e la situazione per i reggiani resta delicata.

Pesaro ci crede e, viste le deboli resistenze locali, fa pure bene: Jones riduce lo svantaggio al minimo (50-49). Il capitano Aradori allontana la paura prima che Harrow, stoicamente zoppicante in campo, impatti (52 pari al 6’). Ruggisce Polonara - che tradotto vuol dire lo schiaccione da highlights della settimana - ma la Consultinvest non molla nulla. Buggerando Della Valle, Ceron si prende addirittura il vantaggio (56-60) con una tripla infilata a un niente dalla terza sirena.

Bisogna svegliarsi: lo urla Menetti e lo chiedono i 3.500 del Bigi arrivati con l’illusione di una facile galoppata. Needham suona la carica, confezionando i canestri del nuovo +4 reggiano (66-62 al 2’). Pesaro continua però a crederci: mani addosso e tanta intensità ed è sempre lì (70 pari al 5’, 78 pari all’8’).

Con 120” ancora da giocare- e mezzo palasport in piedi nonostante le comode sedute - la Grissin Bon fa fremere tutti colpendo in pochi secondi una quantità impressionante di ferri. Dopo l’ennesimo, Pesaro mette le mani sul rimbalzo e qui Needham rapina provvidenzialmente la palla della vita, l'appoggia però sul ferro, per riscattarsi un attimo più tardi con la tripla dell’83 a 80 quando restano 30” appena di partita. Perde poi palla Thorton, Field commette fallo su Aradori che non sbaglia dalla riga bianca. Sul +5 reggiano, la palla è di Pesaro nonostante il mezzo miracolo di James per recuperarla. Segue l’air ball di Zavackas e un nuovo viaggio in lunetta di Aradori. Mancano 9" quando il capitano infila i due liberi che regalano ai suoi la vittoria. La settima di fila, quella del record, l’ennesimo dell’era Menetti.

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