Gli avanti del Conad al lavoro a Treviso con la Benetton
REGGIO EMILIA. Il Conad Reggio continua a lavorare in vista della ripresa del campionato. Domenica 4 dicembre infatti i Diavoli scenderanno in campo alla Canalina contro il San Donà e faranno di...
REGGIO EMILIA. Il Conad Reggio continua a lavorare in vista della ripresa del campionato. Domenica 4 dicembre infatti i Diavoli scenderanno in campo alla Canalina contro il San Donà e faranno di tutto per tornare alla vittoria. In quest'ottica gli avanti reggiani ieri mattina sono andati a Treviso per fare un allenamento congiunto con la mischia della Benetton, franchigia veneta che insieme alle Zebre di Parma, gioca a livello europeo con le maggiori squadre del Regno Unito. È stata una mattina estremamente positiva per la squadra rossonera, che sotto la guida dello staff degli avanti biancoverde, hanno approfondito i fondamentali di touche e mischia. Un gruppo di altissimo livello visto che tra i nomi di spicco dei tecnici trevigiani ci sono anche Marco Bortolami e Fabio Ongaro, ex giocatori della nazionale.
«Abbiamo fatto un allenamento specifico sulla mischia e sulla touche - racconta Roberto Manghi, allenatore del Conad - ed è andata bene. Abbiamo seguito il programma di lavoro della Benetton Treviso con successo ed è stata una buona esperienza per noi».
«Siamo riusciti a mostrare le nostre qualità e abbiamo lavorato bene, loro sono una squadra che milita nella Guinness Pro 12 quindi sicuramente hanno qualcosa in più rispetto a noi, ma siamo riusciti per quanto riguarda la mischia a dimostrarci a tratti alla pari. In touche loro sono più veloci ma il nostro obiettivo non era quello di affrontarci, ma di avere un partner di allenamento» spiega il tecnico.
«A Treviso ci hanno detto che abbiamo dei ragazzi di qualità. Alcuni possono crescere ancora molto, altri sono già a livello della Franchigia. Ci hanno chiesto addirittura se eravamo disposti a fornire dei permit player ma purtroppo abbiamo gli impegni che si sovrappongono», dice.
Ma chi in particolare è di interesse della Benetton? «Abbiamo giocatori di qualità. Sto parlando dei nostri sudafricani, di Enrico Manghi, in generale tutta la nostra prima linea si è distinta. Non eravamo tuttavia competitors. Noi volevamo crescere e loro si sono rivolti a noi perché avevano bisogno di un'avversaria per allenare la mischia e la touche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
