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«Se la bomba di Polonara fosse entrata alla fine...»

di Adriano Arati
«Se la bomba di Polonara fosse entrata alla fine...»

Il coach biancorosso sicuro che con quella tripla il risultato sarebbe stato diverso Poi i rimpianti: «Per tutta la gara abbiamo sofferto in difesa, dobbiamo crescere»

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BRESCIA. «Abbiamo perso contro una grande Brescia e siamo dispiaciuti. È anche vero che se la bomba di Polonara entra questa gara noi ce la portiamo quasi sicuramente a casa».

È diviso fra la delusione e il tentativo di trovare aspetti positivi, il coach biancorosso Max Menetti.

Cosa è andato storto?

«C'è dispiacere, ma prima di tutto vanno riconosciuti i meriti di Brescia, ha messo una grande energia e ha potuto contare su un grande ambiente».

Vi hanno sorpreso?

«No, assolutamente, non è che non fossimo pronti, sapevamo cosa ci aspettava e credo che siamo anche partiti con un buon approccio alla gara».

Cosa è accaduto allora?

«Col passare dei minuti abbiamo faticato in attacco e in difesa, siamo stati poco efficaci nel buttare in campo quello che avevamo. E non abbiamo rispettato il piano partita».

Colpa vostra o merito di Brescia?

«Ci sono entrambe le parti, adesso dovremo lavorare in settimana per capire dove iniziano i demeriti nostri e dove i meriti di una grande Brescia».

Eppure avete rischiato di vincerla. C'è rimpianto?

«Se la bomba di Polonara va dentro alla fine noi questa partita la portiamo a casa, quasi certamente, ma non cambia la questione».

Il record di vittorie è finito, spento a quota 7. Deluso?

«Dobbiamo trasformarla in una motivazione in più. Noi entriamo sempre in campo per vincere ma non possiamo pensare di vincerle tutte, Brescia ha avuto qualcosa in più. Ci servirà per trovare altre motivazioni già a partire da questa settimana».

In difesa avete sofferto molto in area, soprattutto con Cervi a sedere.

«La verità è che abbiamo faticato tutta sera in difesa, con tutti i giocatori, nel tenere il giusto rimo. Non abbiamo mai inquadrato bene la nostra rivale, non abbiamo capito bene cosa Brescia ci ha messo contro. È un aspetto su cui dobbiamo crescere in futuro».

In attacco invece la loro zona vi ha bloccato a lungo. Ha inceppato gli ingranaggi?

«Sapevamo che Brescia avrebbe fatto quella zona e che avrebbe potuto darci fastidi. Comunque abbiamo segnato lo stesso 88 punti, la zona ci ha tolto ritmo ma non è stato l'unico problema che abbiamo avuto davanti, almeno sino all'ultimo quarto».

Quale altro elemento ha segnato l'attacco, allora?

«Sino alla fine, quando ci siamo messi a zona, non siamo mai riusciti a prendere rimbalzi puliti per giocare in velocità. Senza palloni puliti per partire al nostro ritmo abbiamo faticato».

È gonfio di orgoglio il coach bresciano Andrea Diana dopo la prestigiosa vittoria contro la seconda della classica, e si toglie pure qualche sassolino: «L'ultima volta che mi sono seduto qui era dopo la sconfitta con Capo d'Orlando, molti volevano che io fossi cacciato. E adesso siamo qui dopo una delle partite più belle mai viste da queste parti, perché questa è la serie A e perchè abbiamo giocato contro una grandissima squadra», riflette. «Abbiamo messo l'intensità giusta, la squadra sta crescendo, vorrei fare una menzione di merito per Luca Vitali: l'ho spremuto per 37', ha giocato una gara di altissimo livello, è stato il nostro uomo guida in campo».

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