«Sembra la squadra di Romano Fogli»
Le analogie tra il gruppo di Colucci e quello che andò in serie B nel 1980-81
REGGIO EMILIA. «I campionati, si sa, si vincono da marzo in poi. Vedo però tante analogie tra la promozione in B di Romano Fogli nel torneo 1980-81 e il cammino della squadra di quest’anno. Non a caso anche Leo Colucci, come Fogli, viene dalla Primavera del Bologna. Voglio credere che tutto ciò sia di buon auspicio». Mauro Del Bue non è solo un tifosissimo granata, ma con cuore e testa ha dedicato alla Reggiana numerose ricerche e libri di storia, fatiche letterarie che coltiva sempre con lo spirito del primo e unico grande amore.
«Anche la Reggiana di Fogli perdeva all’inizio fuori casa, fu così a Prato alla seconda di campionato, a Fano alla quarta, a Novara alla terz’ultima di andata. In mezzo ci fu una sciagurata battuta d’arresto al Mirabello con la Sanremese, alla quinta, dove sfiorammo la crisi tecnica. Nella Reggiana attuale-spiega Del Bue-abbiamo tre partite che prossimamente daranno a mio avviso una direzione alla stagione. Non credo sia la trasferta di Gubbio, ma piuttosto le gare con il FeralpiSalò, il derby con il Parma ed il ritorno con il Bassano».
Tra le due squadre non ci sono solo aspetti in comune ma anche differenze importanti. «A quei tempi Franco Vacondio e Sisto Fontanili misero in piedi una squadra con pochi soldi e tante scommesse, come Matteoli, che veniva dall'Osimana e nessuno conosceva. In più tanti giovani, vedi Eberini, Bruzzone, Filosofi e Corradini, preso a novembre nella cessione al Genoa di Testoni. Ora abbiamo una squadra importante, con una rosa ben inquadrata, non è cosa di poco conto».
In fatto di confronti pure la Reggiana di Pippo Marchioro, che centrò la promozione nella stagione 1988-89, arrivò a perdere nel girone di andata, che era ancora a diciotto squadre, ben cinque sfide: ad Arezzo alla quarta, a Livorno alla sesta, il derby con la Spal all’ottava, poi a Carrara e Prato.
La riscossa granata dell’undici di Marchioro, come quella di Fogli, avvenne a Trieste: gol di Zamuner nel 1989, di Zandoli su rigore nel 1981.
In cabina di regia, nel vittorioso campionato di Fogli, c’era Sisto Fontanili, un tempo braccio operativo di Franco Vacondio, ancora sulla scena granata, targata Mike Piazza, con compiti istituzionali. «L'allenatore che avevamo scelto era Bruno Giorgi, che però nella sede del Milan, mentre stavamo cedendo Francesco Romano-svela-contestò apertamente Gianni Rivera per averci negato uno scambio con Evani o Incocciati, offrendo sul piatto Caracciolo, Sola e un giovane portiere. In macchina, al ritorno a Reggio, il ds Edmondo Fabbri lo liquidò, così il giorno dopo nacque la candidatura di Romano Fogli».
Sisto Fontanili ha sempre coltivato con successo le amicizie giuste, ricevendone enormi benefici per la società. «Non avevamo soldi, a quei tempi, solo tramite rapporti mirati con Tito Corsi ottenni dalla Fiorentina il bomber Bruzzone, il presidente dell’Avellino Sibillia mi diede Ezio Galasso per 35 milioni, il Como ci prese Lorenzo Mossini, in comproprietà per 175 milioni e ci diede tutto il cartellino di Sergio Eberini e la comproprietà di Matteoli, che poi vendemmo per 600 milioni. Romeo Anconetani, il presidentissimo del Pisa, mi risarcì di un piacere offrendo il prestito gratuito di Bencini».
È lecito aspettarsi Leo Colucci come nuovo eroe? «Colucci ha un merito, fa giocare bene la squadra. Io sono fiducioso-aggiunge Fontanili-. Perché questa formazione ha ancora un grosso margine di miglioramento ed ha tante riserve che sono giocatori non da ridere, ma con qualità importanti».
Va ricordato che nel torneo 1980-81 ci fu il derby con il Parma. All’andata al Tardini finì 0-0 con Eberini che parò al 90' un calcio di rigore di Cesati e la successiva ribattuta di Borzoni. Nel ritorno la Reggiana vinse 2-1, senza storie, con reti di Bruzzone e Sola. Tra poco si entrerà di nuovo nel clima rovente del derby più atteso della stagione, stavolta non c'è bisogno di mettere in circolo la passione per una attesa che è già alle stelle. Leo Colucci, con la sua aria di eterno scugnizzo, è la migliore assicurazione che oggi la Reggiana possa avere. I tifosi sognano con lui.
La sfida della società granata è quella di avere uno stadio pieno, mentre i tifosi lavorano da settimane a coreografie spettacolari. Sarà un grande spettacolo.
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