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Il portiere perilli

«Il problema trasferte è di testa A Gubbio serve più maturità»

di Juri Panciroli
«Il problema trasferte è di testa A Gubbio serve più maturità»

REGGIO EMILIA. «Il Venezia ha giocato e siamo comunque primi. Siamo contenti, ma essere in vetta ora è relativo. Continuiamo a pensare una partita alla volta, adesso c’è il Gubbio». Contento del...

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REGGIO EMILIA. «Il Venezia ha giocato e siamo comunque primi. Siamo contenti, ma essere in vetta ora è relativo. Continuiamo a pensare una partita alla volta, adesso c’è il Gubbio». Contento del primato ma piedi ben saldi per terra per Simone Perilli «non pensavo di essere primo a questo punto della stagione, ma sono sempre stato certo che ci fossero tutti i presupposti per fare bene».

Sabato che Reggiana ha visto?

«Potevamo fare meglio e, forse, potevamo essere più intelligenti nel gestire il vantaggio. Forse dovevamo perdere tempo come fanno tutti anziché cercare il secondo gol».

A Reggio siete spietati ma ora vi attendono due trasferte.

«Vanno affrontate da squadra matura, con lo stesso atteggiamento di quando giochiamo in casa perché il campo e le regole sono uguali. Abbiamo avuto qualche battuta d’arresto che pesa a livello psicologico, dobbiamo prendere fiducia poi tutto verrà di conseguenza. Dobbiamo trovare convinzioni, sapendo che spesso sarà più facile giocare contro squadre forti rispetto a formazioni, come il Forlì, che si difenderanno per 90’».

I tifosi però vi fanno sentire in casa anche in trasferta.

«Nessuno si può lamentare di questo e, infatti, non so dire il perché di tutte queste difficoltà in trasferta».

Domenica si va a Gubbio: loro soffrono le gare interne e voi faticate fuori.

«Speriamo di metterli in difficoltà. Ho visto alcune loro immagini e in questi giorni prepareremo le giuste contromosse».

La Reggiana è ancora la difesa meno battuta.

«Se difendi tutti insieme e con determinati meccanismi si limitano gli avversari a cercare la giocata da fuori o da campioni. Se non lavora tutta la squadra puoi stare in undici davanti alla porta ma prendi gol lo stesso».

Cosa pensa delle difficoltà dei rivali del Parma?

«Non credo rimarrà in questa situazione per molto. Attenzione, perché nei derby spesso chi sta peggio trova più energie».

Come vive il suo secondo anno a Reggio?

«Bene, quando giro per strada c’è persino chi mi riconosce. Gnocco ed erbazzone sono il top mentre di Roma mi manca il clima ed il ricordo dopo sei anni di lontananza. Come atleta mi sento molto più sicuro di quello che sono in realtà. Mi trovo bene con mister Rossi, mi infonde sicurezza e spesso si attribuisce colpe non sue, ma così era anche con chi l’ha preceduto. Mi sento migliorato con i piedi perché ho compagni che amano partire dal basso nell’impostare l’ azione".

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