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La Reggiana a Gubbio per sfatare il tabù

La Reggiana a Gubbio per sfatare il tabù

La capolista vuole guarire il mal di trasferta sul campo in cui non è mai riuscita a vincere, fischio d'inizio alle 14.30

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GUBBIO. Aria di alta quota nel match di domenica 4 dicembre, ore 14.30, fra Gubbio e Reggiana: due punti in classifica separano la capolista dagli umbri. Curiosamente lo stesso gap c’è anche a Padova dove i padroni di casa ospitano l’altra capoclassifica Pordenone. Il campionato è equilibrato e, almeno per ora, nessuna squadra è riuscita a fare il vuoto ma stavolta da Bovo e compagni non ci si può più aspettare l’approccio sbagliato da trasferta perché il rischio di perdere contatto con le prime sarebbe concreto visto che mercoledì le altre giocheranno mentre la Reggiana riposerà e, come ricordava Nolè qualche giorno fa «E' più difficile rincorrere che stare davanti».

Nemmeno i protagonisti sanno spiegarsi il perché di queste difficoltà lontano da Reggio -si parla di mancanza di maturità e di cattiveria agonistica o di inesperienza- ma urge davvero un cambio di mentalità per continuare ad essere protagonisti. Senza dimenticare che anche oggi, come sempre, i tifosi granata saranno presenti in massa per far sentire il loro calore nonostante un lungo viaggio. Ci sarebbe pure da sfatare un tabù perché la Reggiana non ha mai vinto al “Barbetti” e si trova sotto 4-3 nei dieci scontri diretti e l’ultima volta in quell’impianto non finì bene: nella sera di Halloween 2014 i granata arrivavano da primi in classifica e con la difesa meno battuta proprio come ora.

Quello però era un Gubbio in sofferenza e bisognoso di punti mentre questa è una squadra quadrata e tosta che potrà giocarsela senza tanti tatticismi anche se non fa del fattore campo la sua forza visto che vi ha raccolto solo 9 dei suoi 28 punti. Occhi puntati su Paolo Valagussa, centrocampista di proprietà Entella che conosce bene il ds Grammatica, ed ha già punito i granata con la maglia del Renate l’anno scorso. Ma quale Reggiana si opporrà loro? La logica farebbe pensare alla conferma del 4-3-1-2 che l’ha portata in testa ma non è passato inosservato come si sia lavorato quasi esclusivamente sulla difesa a tre. Certo, fondamentale sarà l’atteggiamento di chi sarà chiamato in causa ma non è da escludere che proprio un drastico, quanto inatteso, cambio di modulo faccia scattare quella scintilla che finora è mancata lontano dal Città del Tricolore.

Non solo, infatti un eventuale 3-5-2 non darebbe punti di riferimento al collega eugubino. Il problema è che qualche atleta adatto al nuovo schema non è al meglio, vedi Spanò, o non ha i 90’ nelle gambe come Pedrelli. Magari lo stimolo in più oggi potrà darlo l’acerrimo rivale Parma, ultimo a fermare gli umbri un mese fa e di cui la Reggiana non vorrà essere da meno.
 

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