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«Voglio rivedere ritmo e agonismo»

di Riccardo Bellelli
«Voglio rivedere ritmo e agonismo»

La Grissin Bon domani sfida gli ex Fioretti e Diener, Max Menetti: «Drake è un campione, sono felice del suo ritorno»

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REGGIO EMILIA. Dopo la sconfitta di Brescia la Grissin Bon non vede l’ora di tornare in campo per riprendere la serie di vittorie. L’unico dubbio è la presenza di Delroy James. C’è grande attenzione e voglia di tornare a ruggire ma c’è anche la consapevolezza che lunedi la Betaland non regalerà nulla e vorrà confermare il suo ruolo di sorpresa del campionato. Oltre ai due punti, l’altro elemento di stimolo per il pubblico reggiano sarà il ritorno di due personaggi che a Reggio hanno scritto una pagina importante di storia: Flavio Fioretti, attuale vice allenatore di Capo d’Orlando e Drake Diener. Menetti ricorda la guardia americana con grande affetto e come tutti è contento di rivederlo in campo dopo i problemi di salute che lo hanno costretto ad interrompere l’esperienza spagnola: «Drake è un grande campione e non solo mi fa piacere rivederlo giocare, ma sono contento che lo faccia ad alto livello. Lui è uno dei protagonisti della nostra finale scudetto e resterà sempre nei nostri cuori».

Del resto della squadra siciliana cosa dice?

«Il valore di Capo d’Orlando non può più essere sottovalutata, stanno giocando un ottimo campionato e di sicuro non si faranno intimorire da noi. Sono la sorpresa del torneo ma anche noi abbiamo grande voglia di rifarci dopo la sconfitta di Brescia».

Dei loro giocatori chi dovrete temere?

«Oltre a Diener hanno anche altri giocatori di buon livello come Fitipaldo e Tepic. Nella sfortuna dell’infortunio a Berzins, hanno trovato un ottimo sostituto. Tepic è un giocatore di scuola serba, grande talento».

I suoi giocatori invece come stanno?

«Purtroppo James è arrivato ad allenamento con la febbre a 38.5 Spero che si riprenda per lunedi sera».

Dopo la sconfitta a Brescia come ha visto la squadra?

«Ho visto i ragazzi sul pezzo, c’è voglia di tornare a giocare in un certo modo, con la giusta intensità».

Cosa si aspetta da loro?

«Ritmo, agonismo e una buona circolazione di palla».

Si potrebbero vedere Lesic e Cervi insieme in campo?

«Potrebbe essere, vedremo anche cosa proporranno loro».

Anche loro hanno nel roster dei giovani emergenti.

«La Quintana non è più una sorpresa, già lo scorso anno disputò una buona stagione e ora sta venendo fuori Iannuzzi. Gli italiani bravi ci sono, basta dargli spazio».

Di Carlo però dice che i settori giovanili si stanno impoverendo.

«Diciamo che producono meno di una volta, e questo per tante ragioni. Ho visto cambiare tante regole ma per ora non si è trovata una soluzione. Noi siamo rimasti tra i pochi che investono sul settore giovanile, è una politica che dovrebbero adottare più società».

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