«Ora è cambiato il vento Questo risultato ci esalta»
Guidone è stato decisivo trovando per due volte il pareggio prima dell’intervallo Calvano non si esalta: «È bello essere in testa, ma dovremo essere lì alla fine»
GUBBIO. Le maglie messe all’asta per raccogliere fondi per l’Aelc sono sudate ma profumano di impresa. Marco Guidone è però preoccupato: uscito a metà ripresa dopo aver sentito una fitta all’adduttore «Vediamo, ma non credo si tratti di qualcosa in più di un normale affaticamento. Mi sono fermato appena ho sentito che il muscolo stava tirando, speriamo che non si tratti di nulla di grave». Prima il bomber granata aveva indirizzato la gara con due reti: «Senza i miei due gol credo che avremmo fatto molta più fatica. Era importante reagire subito e lo abbiamo fatto da squadra vera, Il primo gol peraltro è venuto su uno schema provato giusto alla vigilia della gara, il secondo è stato un po’ più casuale ma fondamentale. Nella ripresa abbiamo sofferto, il Gubbio ha dimostrato di meritare grandi attenzioni e bravo è stato Perilli a impedire il pareggio. Fuori casa facevamo fatica, ora il vento è cambiato e questo ennesimo risultato positivo - sesta vittoria nelle ultime 7 gare - ci infonde tanto entusiasmo». Come dimostrato dall’esultanza sotto il settore riservato ai tifosi granata: «Bellissimo poter far festa con loro. Ci seguono sempre in tanti, sentiamo forte la loro spinta. Ora avremo qualche giorno di tempo per prepararci a un periodo bello intenso, ma vogliamo arrivarci pronti e belli pimpanti». E sul rigore richiesto a inizio ripresa il diretto interessato ammette: «Il contatto c’è stato, ma abbiamo vinto e pensiamo solo ad andare avanti».
Un pensiero condiviso con Simone Calvano, che in mezzo al campo ha dovuto smistare più di un pallone: «La gara è stata bella tosta e molto vibrante. Il gioco è stato molto spezzettato, ma c'è stato da battagliare contro un Gubbio che ha dimostrato di essere un’ottima squadra sotto tutti i punti di vista. Bravi noi a reagire prontamente dopo i loro gol, anche se avremmo dovuto chiuderla prima nella ripresa. Era però importante ripartire lontano da casa e cancellare la delusione di Pordenone». Sulla ambizioni di vertice il centrocampista resta guardingo: «Non è cambiato poi molto, restano sempre una decina di squadre in un fazzoletto o poco più. Pensiamo solo a una gara alla volta e poi quando sarà il momento tireremo le somme. Conterà farsi trovare in alto nelle ultime 6-7 giornate, è lì che potremmo eventualmente cominciare a fare i calcoli».
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