«Arbitrare è bellissimo consiglio questa carriera»
Calcio Csi, il fischietto Roberto Mazzali è il nuovo presidente dei direttori di gara «Ho accettato con entusiasmo di tornare nel ruolo che ho avuto per dodici anni»
REGGIO EMILIA. Dicembre è tempo di bilanci. Roberto Mazzali, 65 anni tornato alla presidenza degli arbitri Csi, stende quello relativo all’attività del Centro sportivo reggiano.
«Ho sempre giocato a calcio - premette Mazzali -. Dopo le giovanili ho giocato a a livello amatoriale nel Calerno, il mio paese natale e di quella squadra divenni il capitano storico. Giocavo mediano, alla Gattuso, di quelli che dovevano marcare sempre il numero dieci avversario, ma mi vanto di non aver mai preso un’ammonizione per proteste. La mia carriera come arbitro inizia non appena appese le scarpette al chiodo. Era la fine dell’87 e ormai facevo fatica a rincorrere i miei avversari, visto che allora si giocava a uomo e, sollecitato da alcuni amici, iniziai la carriera arbitrale, sempre col Centro sportivo ovviamente, ma contestualmente mi sedetti in panchina, in Federazione, da allenatore del Calerno, la mia società per la quale ho guidato per due anni la Terza categoria, poi la Juniores e gli Allievi per una vita, e infine anche gli amatori. Del Calerno, tra l’altro, sono anche il presidente da una decina d’anni».
Tornando all’arbitraggio…
«Dal 1988 ho sempre arbitrato, credo anche a buoni livelli. Nel 1993 ho diretto la finale del Montagna, oltre ad aver arbitrato una marea di finali di svariati campionati, amatoriali e giovanili. Entrai nel consiglio degli arbitri del Csi nel 1991 quando, oltre ad arbitrare, assunsi anche l’incarico di designatore, un ruolo che mantenni per quattro anni. Dal 1995 venni nominato presidente per la prima volta e rimasi in carica per dodici anni, per poi cedere la poltrona a Marco Ferretti, restando però nel consiglio direttivo, sempre continuando ad arbitrare. Dal 2011 mi chiesero di fare il designatore e accettai: mantenni quella carica per cinque anni e gradualmente, seppur a malincuore, visto che purtroppo passano gli anni anche per me, ridussi le mie presenze sul campo. Ora il consiglio mi ha eletto di nuovo presidente, un incarico che assumo di nuovo, davvero con grande entusiasmo».
Come mai ha accettato per la seconda volta?
«Prima di tutto per spirito di servizio nei confronti del Centro sportivo, poi perché i cinque anni da designatore sono stati davvero pesanti ed ero stanco, mentre ricoprire il ruolo di presidente, pur essendo impegnativo, è certamente meno stressante. Tra l’altro, Marco Ferretti, che è rimasto in consiglio, non si è ricandidato e quindi ho accettato di tornare in sella».
Secondo lei, com’è il livello degli arbitri del Csi?
«Chiederlo a me è come chiedere all’oste se il vino è buono… Battute a parte, abbiamo arbitri esperti che potrebbero dirigere tranquillamente gare in categorie della Figc; il problema è che dietro non c’è un adeguato ricambio in termini qualitativi, mentre ci sono sette-otto giovani davvero promettenti. In pratica, manca un po’ di qualità nella generazione di mezzo».
Chi sono gli arbitri di punta del momento?
«Tra gli anziani, potrei citare Stefano Morini, che può tranquillamente arbitrare in categorie alte della Figc, mentre tra i giovani sta emergendo Domenico Colloca, che ha 25 anni e che, a mio avviso, ha prospettive di crescita importanti».
Consiglierebbe a un ragazzino di fare l’arbitro?
«Assolutamente sì. Io feci il corso per caso, più per curiosità che per convinzione; poi, col passare degli anni, lo confesso, per me arbitrare è diventata una droga. La passione non è soltanto forte quando si gioca calcio o si allena, ma lo è anche quando si arbitra, anche perché il mondo arbitrale è come giocare in una squadra: si vive il gruppo e quando il gruppo è buono si arbitra anche meglio, oltre al grande piacere di stare bene insieme».
Come vede il futuro degli arbitri del Centro sportivo?
«Non dobbiamo sederci sugli allori, parlo prima di tutto per me. Se sono rimontato in sella è perché ho voglia di dare ancora tanto a questo mondo e sono convinto di riuscirci. Per guanto riguarda gli altri, è già iniziato il nuovo corso arbitri, con dieci persone, tutti sui trent’anni, direttori di gara “vecchi” per la Figc, ma perfetti per noi. Il mio consiglio, però, parlando a un ragazzo giovane che magari non trova spazio nel calcio giocato ma è animato da tanta passione, è quello di iniziare ad arbitrare per rimanere in un ambiente sano, continuare a fare sport, visto che anche gli arbitri devono allenarsi, e vivere esperienze di gruppo davvero importanti e arricchenti. L’essere arbitro va interpretato in modo corretto e se ciò avviene vi posso assicurare che il divertimento è assicurato e non potrete più farne a meno».
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