Dalle carte bollate alla semina dei chiodi
Uno stadio conteso, amato, ambito,carico di storia. Paradossalmente, da quando il “Città del Tricolore” è diventato proprietà del patron del Sassuolo Giorgio Squinzi, il Mirabello - lo stadio della...
Uno stadio conteso, amato, ambito,carico di storia. Paradossalmente, da quando il “Città del Tricolore” è diventato proprietà del patron del Sassuolo Giorgio Squinzi, il Mirabello - lo stadio della Reggiana per antonomasia - dopo anni di semi-abbandono, sta vivendo una specie di seconda vita. E non soltanto per via dei graffiti che, nel muro della tribuna ritraggono i giocatori che hanno fatto la storia granata.
All’inizio dello scorso anno, il Mirabello fu il teatro di un braccio di ferro tra il comune e la fondazione dello Sport da una parte e il manager organizzatore di eventi e spettacoli Roberto Meglioli. Poi la querelle si era spostata tra la Fondazione dello Sport e il Rugby Reggio. In discussione c’era lo stato di salute del manto erboso dell Mirabello assegnato in gestione alla Reggiana Calcio femminile. che aveva cercato di tutelare il terreno estromettendo il rugby ritenuto uno sport troppo impattante per lo stato di salute dell’erba. E il Tar aveva accolto le istanze del calcio femminile.
Tutto bene? Non esattamente perché a settembre il Sassuolo Calcio ha deciso di rilevare la proprietà della prima squadra della Reggiana Calcio femminile. Significa che il Sassuolo dopo aver comprato l’ex stadio Giglio, “occupa” anche il Mirabello, lo stadio della Reggiana.
Apriti cielo, alla vigilia del match tra la Reggiana Femminie e il Vittorio Veneto, esplode la rabbia degli ultrà della Reggiana che proprio la domenica della partita si ritrovano per un presidio di protesta davanti al Mirabello. Un presidio che però passa in secondo piano davanti al raid di alcuni malintenzionati che nella notte hanno seminato chiodi sul campo.
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