«Dobbiamo imporre il nostro gioco»
Grissin Bon, il coach Max Menetti è fiducioso in vista della trasferta lombarda: «A Brescia ci è mancata la personalità»
REGGIO EMILIA. La trasferta contro la Openjobmetis è di quelle insidiose: Varese non naviga in buone acque, ma Max Menetti non si fida e vuole tenere alta l’attenzione dei suoi. La sconfitta rimediata fuori casa con Brescia brucia ancora e il coach vuole tornare a vincere lontano dal PalaBigi.
Moretti avrà qualche assenza e, per problemi legati al tesseramento, non potrà usare il nuovo americano appena acquistato, mentre il coach biancorosso dovrebbe avere il roster al completo: «Stefano Gentile ha fatto lavoro differenziato solo i primi due giorni poi si è allenato regolarmente con i compagni» annuncia Menetti.
Come vede questa trasferta a Varese?
«Ovviamente si va per vincere e voglio vedere da parte dei miei una prova di carattere».
Quali sono i rischi?
«E un campo tra i più caldi d’Italia, loro vengono dalla sconfitta nel derby con Cantù e in coppa, quindi mi aspetto che scendano in campo col coltello tra i denti .Per questo voglio che i miei giochino con carattere e personalità, due cose che a Brescia ci erano un po’ mancate nonostante la prova generale non sia stata negativa».
Per voi c’è in ballo anche la Final Eight.
«Certamente, due punti ci darebbero la matematica qualificazione, un bel risultato pensando a quanto manca alla fine del girone di andata».
La sorprende il crollo di Varese nel derby della scorsa settimana?
«Un derby è sempre un derby, non ci sono favoriti, sono gare particolari dove possono succedere tante cose».
Secondo lei quali sono i problemi di Varese?
«Non sono io a doverlo dire. Si tratta di una squadra con del talento, hanno Aleksa Avramovic che fa tantissimo in pochi minuti e giocatori esperti del nostro campionato. Più che sui loro eventuali problemi preferisco però concentrarmi sulla mia squadra per far bene le nostre cose».
Teme la potenza offensiva degli avversari?
«Hanno un ottimo attacco. Eric Maynor la scorsa partita ne ha segnati 32 in scioltezza, ma vi dico occhio agli italiani. Mi aspetto da uno come Cavaliero una grande prova di carattere. Lui e Kangur saranno quelli che trascineranno la squadra».
Che armi sfrutterà per vincere?
«Noi giochiamo sempre allo stesso modo in casa e in trasferta. Certo, se dall'altra parte c’è un giocatore da 20 punti a partita cercheremo di marcarlo un po’ di più, ma in generale vorrei che imponessimo noi il gioco».
È contento di giocare a Bologna al PalaDozza contro Milano?
«Innanzitutto la guardo dal lato della società: è un modo per poter coinvolgere più persone e per la risposta che abbiamo avuto nelle due precedenti occasioni con Venezia e Sassari, direi che è una scelta perfettamente comprensibile. Dopo tutti gli sforzi che ha fatto il club in questi anni, bisogna dargli fiducia se fa una scelta. Da tifoso il 27 dicembre non avrei problemi a salire in macchina e andare a Bologna. Spero che presto si possano avere tanti posti in più anche a Reggio in modo da coinvolgere anche gente nuova che non è abbonata».
Gli ultimi anni con le coppe aveva poco tempo per preparare le partite, ora il problema lo avrà il suo avversario. Come vive questa situazione?
«In realtà il problema è mio che devo riuscire a tenere alta la concentrazione e le motivazioni in queste settimane che sembrano non finire mai. Preferirei giocare anche 2 gare di coppa a settimana».
Nel periodo di Natale farete qualche amichevole infrasettimanale ?
«No, avremo altri impegni ma è una cosa che vogliamo continuare a fare in giro per la provincia. Penso che riprenderemo a farlo verso febbraio».
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