Tre partite opache sotto tanti aspetti dopo la serie d’oro
REGGIO EMILIA. Meno punti segnati, percentuali che calano, maggior difficoltà a giocare coralmente. Le ultime tre partite della Grissin Bon raccontano di una squadra in un momento opaco, soprattutto...
REGGIO EMILIA. Meno punti segnati, percentuali che calano, maggior difficoltà a giocare coralmente.
Le ultime tre partite della Grissin Bon raccontano di una squadra in un momento opaco, soprattutto se paragonata a quella scintillante vista fra ottobre e novembre. Il momento più alto, la strepitosa vittoria esterna ad Avellino, ha segnato anche l’inizio della discesa. Già la partita successiva, quella del 20 novembre in casa con Pesaro, era stato un segnale di allerta, concretizzatosi nella fine della striscia positiva avvenuta il 27 contro Brescia.
L’appannamento. Dopo il ko di Caserta all’esordio la Grissin ha vinto sette match di fila, record societario in serie A. Negli ultimi tre match ha persone due volte, a Brescia e Varese, e sconfitto con qualche patema in casa l’ostica Capo d’Orlando. Ha confermato l’appannamento già notato contro Pesaro, in una gara conquistata solo all’ultimo secondo.
I numeri testimoniano il diverso andamento dell’ingranaggio offensivo, mentre la difesa è sempre rimasta più o meno stabile. E d’altronde l’anima di questa formazione è nell’attacco, non certo nella tenuta dietro. Nelle sette vittorie consecutive la Grissin Bon ha prodotto 85.7 punti di media, conditi dal 58.9% da due punti, dal 37.6% da tre punti e da 16.9 assist per match. Nell’ultimo trittico, si scende a 79.7 punti con il 56.6% da due, il 31.9% da tre e 13.7 assist. Non sono certo cifre disastrose, ma comunque ben inferiori a quelle del momento d’oro. E più che i punti, per una formazione d’assalto come questa Reggio incidono la percentuale da tre punti e gli assist. L’unica statistica in crescita è quella dei rimbalzi, da 31.4 si passa a 34, e non è un caso: la mira peggiora e di conseguenza aumentano i palloni disponibili. Che l’attacco giri meno lo dicono anche i tentativi da tre punti, saliti dal già elevato dato di 25.9 a ben 30.3 a gara, oltre il 40% del totale visto che i tentativi da due punti sono 35.4. Quando Reggio è in difficoltà a costruire si affida ai tiratori, e spara dall’arco: un’arma a doppio taglio quando la mira è storta, come nel 6 su 24 di Varese.
I singoli. Pure le cifre individuali fotografano il calo. Nelle sette vittorie Reggio ha avuto quattro uomini in doppia cifra di media, Aradori, Della Valle, Cervi e Needham, e un quarto vicino a quota 9, Polonara. Negli ultimi tre match solo Aradori e Della Valle sono in doppia cifra di media, e pure in crescita netta: Aradori da 17.9 passa a 19.7, Della Valle da 16.4 a 19. Il dato conferma la classe della coppia biancorossa, ma pure le difficoltà della squadra. L’attacco non è più fluido e ci si affida sempre di più alle punte, quelle capaci di creare per conto proprio. Allo stesso i due giocatori più di sistema, Cervi e Needham, sono in discesa brusca. Cervi passa da 13.4 a 6, ed è inevitabile. La Grissin Bon fatica a tessere gioco e a dargli buoni palloni sotto le plance, mentre le percentuali calate permettono agli avversari di avventurarsi spesso in raddoppi energici. Needham - bravissimo nella striscia a sfruttare la libertà sul perimetro generata da Aradori e Della Valle - scivola da 10.3 a 1.3. Sul suo rendimento hanno inciso anche l’infortunio alla mano e i problemi di falli che lo hanno eliminato presto dalla disputa nelle due trasferte perdenti. In contemporanea, e neppure questo è un caso, è risalito con forza De Nicolao. Il padovano, ritrovati minuti corposi, è cresciuto come pericolosità e impatto difensivo.
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