Danilo Gallinari sul basket italiano «Reggio è l’esempio da cui ripartire»
REGGIO EMILIA. Un basket italiano che non si trova una bella situazione, una sola squadra con un budget nettamente superiore a tutte le altre che sulla carta sembra dover disputare un campionato a se...
REGGIO EMILIA. Un basket italiano che non si trova una bella situazione, una sola squadra con un budget nettamente superiore a tutte le altre che sulla carta sembra dover disputare un campionato a se e, sempre meno giocatori italiani che riescono ad essere protagonisti sul parquet.
Questo è il pensiero di Danilo Gallinari, giunto al nono anno di Nba, che guarda oggi al nostro campionato come spettatore da lontano anche se, in tutto questo, sembra esserci la mosca bianca chiamata Pallacanestro Reggiana.
Il progetto italiano su cui basa le proprie fondamenta la Grissin Bon sembra poter essere, per la stella dei Denver Nuggets l’esempio da cui tutto il movimento può prendere spunto per ripartire, perchè a Reggio i giovani italiani ci sono e sono dei veri protagonisti in campo «Un giocatore non cresce solamente con l’allenamento in palestra, quello che ti fa progredire costantemente sono le partite e il confronto diretto con gli avversari. Non è assolutamente vero che l’idea di vittoria ad ogni costo contrasta con l’idea di schierare in campo giocatori italiani, basta guardare quello che sta facendo Reggio Emilia, che è la seconda forza del campionato, dove lì i giocatori del nostro paese sono davvero protagonisti e non sono solo dei nomi sul referto. La Grissin Bon è un bellissimo esempio di team molto italiano. Personalmente credo che i presidenti e chi è proprietario dei club debbano prendersi le proprie responsabilità e mandare in campo più giocatori italiani».
Il basket italiano in generale però, visto dall’altra parte dell’oceano non sta attraversando di certo un bel momento e, questo lo si riscontra poi anche nei risultati della nazionale «Visto da lontano il basket italiano non sta attraversando una bella situazione. C’è una squadra come Milano che sulla carta è nettamente superiore alle altre, con un budget che nessun’altra squadra può permettersi e questo porta poi ad avere poca competitività sul campionato in generale. Le uniche squadre che stanno lavorano per far emergere dei giocatori italiano sono solamente Reggio Emilia e Cremona. Credo che il probalema di fondo sia nel sistema in generale che non funziona».
Danilo Gallinari al momento pensa a concretizzare i propri sogni nella Nba, ma anche in futuro si continua a vedere lontano dall’Italia «Il mio sogno nella Nba ovviamente è riuscire a vincere l’anello, anche se in questo momento a Denver non è realistico parlarne anche se la franchigia è ambiziosa e, mi piacerebbe anche essere convocato per l’All Star Game. Quando smetterò di giocare non tornerò a vivere in Italia, anche se è un paese con grandissime potenzialità. Se penso a dei figli è l’America il posto dove voglio crescerli». (a.mun.)
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