Gazzetta di Reggio

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«Abbiamo un obiettivo raggiungere i playoff»

di Francesca Manini
«Abbiamo un obiettivo raggiungere i playoff»

Volley serie A2, Dall’Olio all’esordio in panchina ha portato la Conad al successo «Possiamo fare grandi cose, Costi e Zambolin hanno fatto un ottimo lavoro»

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REGGIO EMILIA. All’indomani dell’esordio vincente di Francesco Pupo Dall’Olio sulla panchina del Volley Tricolore, il suo entusiasmo è tanto contagioso che la domanda sorge spontanea: ma di pallavolo non si stanca mai? Dopo venticinque anni da alzatore tra serie A e Nazionale e oltre dieci da allenatore, da una settimana ha sposato la causa giallorossa portando subito i suoi a imporsi per 3-0 su Castellana Grotte e ora si appresta a preparare la trasferta contro Brescia. «La noia e l’abitudine non esistono - commenta - alla fine di ogni settimana c’è un esame, la partita, che ti regala un’adrenalina che è vita pura».

Così anche questo Natale lo si passa in palestra.

«Vedremo di concedere qualcosa di più vicino a Capodanno visto che si torna il campo il 5 gennaio. Ora ci alleneremo anche nel giorno della Vigilia e a Natale. Avremo poco tempo per le libagioni ma come sempre ne varrà la pena, lo si fa volentieri quando si ha chiaro l’obiettivo».

Mancano solo sei gare al verdetto play-off.

«Questo è lo step immediato e farò di tutto per raggiungerlo. Spero di fare esprimere a questi ragazzi le tante potenzialità che hanno».

La cura Dall’Olio qual è?

«Credo che il sistema di gioco vada adattato alle caratteristiche degli atleti che si hanno, inoltre penso che la qualità globale del gioco passi attraverso un serio lavoro tecnico individuale. Mi piace impostare le partite su poche ma decisive indicazioni in modo che i ragazzi abbiano dei riferimenti chiari e cerchino di rimanere lucidi, così si vince».

La prima impressione del gruppo, a caldo?

«Sono attenti, curiosi e disponibili ad ascoltare, il che è fondamentale. Contro Castellana chi è salito si è fatto trovare pronto, è questo l’atteggiamento giusto. Ora sto sfruttando l’effetto novità per provare a impostare alcune cose diverse sulle ottime basi che hanno gettato Costi e Zambolin».

Meglio giocatore o allenatore?

«Se quella del campo è stata un’esperienza incredibile, con il debutto in serie A a 17 anni, anche quella da allenatore è notevole. Ti costringe a metterci qualcosa di tuo pur rispettando gli altri, è una sfida continua che mi affascina molto. Quando mi ha contattato il ds Giorgio Barbareschi, sapendo anche di poter contare su Zambolin con cui avevo già lavorato a Piacenza, ho accettato subito, tutti insieme faremo grandi cose».

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