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«Chiudere in vetta? Ci è mancata la maturità per farlo»

di Mara Bianchini
«Chiudere in vetta? Ci è mancata la maturità per farlo»

Calcio serie D, Bertozzini stende il bilancio della Correggese «Secondi al termine dell’andata, possiamo ancora crescere»

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CORREGGIO. La sconfitta rimediata nella partita esterna di Rignano sull'Arno ha fatto scivolare la Correggese al secondo posto ad un solo punto dal Delta Rovigo. Finale di girone dunque tutto da festeggiare per i rodigini che si sono anche accaparrati il simbolico titolo di campioni d’inverno.

«Se devo essere sincero - commenta il capitano della Correggese Andrea Bertozzini - tre anni fa non portò molto bene quel titolo...per cui meglio essere secondi a un solo punto».

Peccato però essere secondi...

«Questo sì. Dispiace perché a Rignano abbiamo disputato un buon primo tempo, siamo andati in vantaggio due volte poi due errori individuali ci hanno penalizzato, non tanto fisicamente quanto mentalmente. Ma sbagliare è umano. L’importante è non rifare gli stessi errori in altre partite».

Per cui si riparte dai primi 45 minuti.

«Proprio così. Salviamo il primo tempo e cerchiamo di migliorare la ripresa che purtroppo sta diventando un po' il nostro tallone d’Achille. Siamo giovani e un po’ inesperti».

Come chiude secondo lei il bilancio la Correggese?

«In positivo. Siamo secondi a un soffio dalla vetta e ci sono anche tante altre cose positive che stiamo facendo dalle quali prendere spunto per continuare mentre quelle negative saranno certamente da migliorare».

C’è rammarico?

«Sì. Contro l’Imolese, per esempio, abbiamo sprecato troppo e i nostri avversari ci hanno castigato. Col Delta Rovigo, invece, c’è stata un’espulsione dubbia che ha cambiato la partita. Per il resto direi che se mi avessero detto ad inizio stagione che avremo girato al secondo posto non ci avrei creduto. E invece…ce la possiamo giocare».

Forse non siete ancora maturi per la vetta?

«Purtroppo sì e i fatti lo dimostrano. Abbiamo cali di tensione e di concentrazione che non ci devono essere. In un campionato così equilibrato e difficile bisogna sempre essere vigili e attenti. Però è uno dei fattori che possiamo migliorare per cui sono fiducioso per il girone di ritorno».

Qual è la miglior squadra che avete incontrato?

«A livello individuale il Delta Rovigo è quella che ha gli elementi più forti, la panchina lunga e un buon allenatore».

Cosa si aspetta dal girone di ritorno?

«Più continuità nei risultati e nelle prestazioni. Dobbiamo prendere consapevolezza delle nostra forza ed entrare in campo ogni domenica con l’atteggiamento giusto. Evitare di dover andare in svantaggio per capire che ce la possiamo fare ma andare noi in vantaggio e gestire meglio le situazioni. E migliorare nei primi minuti delle riprese che nelle ultime partite sono stati difficili».

Casa s’aspetta dalla seconda parte del campionato?

«Sarà come sempre un altro campionato con squadre che grazie al mercato di dicembre si sono rinforzate. Sarà più difficile dell’andata e ogni partita sarà da giocare come se fosse una finale perché partita dopo partita ci sarà sempre meno tempo per rimediare agli errori».

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