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«Non è un bel momento per noi Ci mancano fiducia ed energie»

«Non è un bel momento per noi Ci mancano fiducia ed energie»

L’allenatore Max Menetti sconsolato dopo la sconfitta: «Ai ragazzi ho chiesto di essere più cattivi Polonara è l’emblema della squadra: abbiamo bisogno di lui e della sua spensieratezza in campo»

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TORINO. Il coach Max Menetti, commenta dispiaciuto la sconfitta dei suoi al pala Ruffini. Il problema numero uno, ora, è l'autostima: «È evidente che non siamo in un buon momento. Da un lato facciamo troppi errori, dall’altro mettiamo grande energia e voglia in determinati momenti, ma ci sfiduciamo in maniera troppo rapida. Ho chiesto più cattiveria e maggiore fiducia nei nostri mezzi. Tuttavia abbiamo giocato contro una grande squadra e non è automatico vincere tutte le partite. Ho visto uno scoramento che non vorrei più; vorrei più cattiveria, ma questi sono i nostri difetti del nostro Dna».

«Diamo l’idea di essere stanchi. Abbiamo visto cose belle, rimbalzi, spizziamo la palla e corriamo in contropiede, ma a momenti diamo quell’idea lì. Soprattutto nei momenti negativi. Poi ci manca anche (Gentile, ho fatto giocare Bonacini, ma mancano dei minuti importanti».

Polonara è il manifesto del momento della squadra: «Achille credo sia l'emblema. Serve grande energia e abbiamo bisogno di lui e della sua energia e spensieratezza. È in calo anche lui, insieme alla squadra, dopo un buon inizio di stagione».

Gli americani non sono all'altezza sostengono in molti. Oppure c'è un problema nel coinvolgerli.

«Gli americani non erano un problema in una squadra che vinceva tutte le partite e a maggior ragione adesso abbiamo bisogno di loro. Hanno fatto una partita solida e loro hanno la nostra massima fiducia da noi. Poi ogni critica è accettabile, come ogni riflessione, ma hanno bisogno anche loro di fiducia», ammette il coach che si complimenta con gli avversari per la meritata vittoria.

«Torino è un’ottima squadra, è un momento di grande fiducia ed energia, soprattutto in casa. Sappiamo che questo è una cosa a cui dobbiamo abituarci. Eravamo in un ambiente simile anche a Brescia. Infatti Torino sta giocando da outsider come era per noi nei primi due anni da A1. Poi, devo dire che Torino ha fatto un’ottima partita, sennò quando perdiamo tutti dicono che gli altri sono normali e noi siamo dei somari».

La palla è arrivata spesso al centro area per poi morire lì: «Sicuramente è merito della difesa, ma noi dipendiamo troppo dal tiro da tre ed abbiamo fatto in questo senso un'ottima partita perché siamo andati molto più dentro l'area del solito. Giocando in un cero modo ad un certo ritmo, infatti, avremmo favorito Torino. La nostra sfiducia si vede anche dalle nostre percentuali al tiro...».

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