Falliti quattro esami su quattro, per essere grandi nel ritorno serve una svolta
REGGIO EMILIA. Il derby di lunedì sera contro il Parma ha segnato la fine del girone di andata della Reggiana che, da venerdì sera darà il via al proprio girone di ritorno, in cui ci si aspetta un...
REGGIO EMILIA. Il derby di lunedì sera contro il Parma ha segnato la fine del girone di andata della Reggiana che, da venerdì sera darà il via al proprio girone di ritorno, in cui ci si aspetta un vero e proprio salto di qualità dalla formazione granata, considerando la rosa di cui dispone.
Arrivati al giro di boa della stagione la Reggiana ha dimostrato di poter essere saldamente tra le protagoniste del girone B di Lega Pro, sicuramente il più equilibrato della categoria, anche se adesso deve arrivare l’ultimo step, che è anche il più difficile, per concretizzare quel sogno che è lì a portata di mano, a cui la squadra in queste diciannove gare ha dimostrato di poter ambire nonostante gli obiettivi dichiarati ad inizio stagione fossero altri.
La squadra di Leonardo Colucci ha concluso il proprio girone di andata al terzo posto in classifica, a tre punti dalla vetta, alle spalle solo del Venezia capolista e del Pordenone.
Quello che però preoccupa lo staff tecnico granata in questo momento della stagione è la poca forza mentale che la squadra ha dimostrato fino ad ora, come sottolineato anche dal tecnico Leonardo Colucci lunedì sera al termine della sfida contro la formazione ducale: «Quattro indizi fanno ben più di una prova, non è una questione di una o due partite. Quando arriva il momento di mettere la freccia veniamo meno».
I quattro indizi di cui ha parlato il tecnico granata sono ben chiari nella mente dello staff, perché nelle sfide con Padova, Pordenone, Forlì e proprio Parma, in cui la Reggiana ha avuto la possibilità di fare un saltò di qualità conquistando la vetta della classifica dando al campionato un segnale forte ha sempre fallito l’appuntamento soprattutto dal punto di vista mentale ancora prima che tecnico. A Padova i giocatori nel primo tempo ci hanno provato, pur non offrendo una prova superlativa dal punto di vista estetico, sfiorando anche il vantaggio con un’occasione clamorosa mancata da Angiulli a pochi passi dalla linea di porta, sfiorando anche il pareggio con Trevisan subito dopo il rigore dei veneti, però poi è crollata mentalmente alla prima difficoltà.
La stessa situazione si è poi ripetuta nelle successive sfide dove i granata hanno sempre subito le difficoltà, andando a picco invece di reagire.
È l’ultimo step, quello che fanno le formazioni che vincono i campionati, perché tutti sperano che a maggio la squadra sia in lotta per obiettivi importanti e, sarà proprio la forza mentale a fare la differenza tra vittoria e sconfitta. (a.mun)
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