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«La sconfitta nel derby non scalfirà la Reggiana»

di Juri Panciroli
«La sconfitta nel derby non scalfirà la Reggiana»

Il reggiano Matteo Arati vede il bicchiere mezzo pieno al via del girone di ritorno «Di Bassano ho solo degli splendidi ricordi ma a Reggio c’è tutto per fare bene»

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REGGIO EMILIA. Il centrocampista del Fiorenzuola Matteo Arati, 26enne reggiano, di nascita anagrafica e calcistica, da doppio ex domani sera tiferà Reggiana pur non dimenticando i positivi mesi trascorsi alle pendici del Grappa, quando la squadra di patron Renzo Rosso conquistò l’approdo in Lega Pro al termine di una stagione sempre al vertice dell'allora C2.

Segue ancora le sue due ex squadre?

«Il Bassano lo seguo con davvero molto affetto, perchè in squadra giocano ancora diversi miei ex-compagni come ad esempio Bizzotto, Proietti, Maistrello e il portiere Rossi. Ho un ricordo davvero bellissimo di quell’ambiente, anche se l’ho vissuto per poco tempo, mentre la Reggiana è la squadra della mia città e sono già venuto a vederla 5 o 6 volte da settembre anche se ormai dei giocatori della rosa di mister Colucci conosco solo Perilli, dai tempi della Pro Patria, e ovviamente Panizzi che tuttora frequento».

Sarà allo stadio per questa sfida?

«Non lo so ancora, sotto Natale ho diversi impegni. Ero sugli spalti lunedì scorso nel derby».

Le piacerebbe giocarla?

«A chi non piacerebbe una gara del genere? E con la maglia della propria città avrebbe un fascino particolare».

Ha qualche rimpianto per non essere stato confermato dal Bassano o per esser stato svincolato dalla Reggiana?

«Se le cose sono andate così era destino. Là ero in prestito perciò non avevo aspettative mentre a Reggio mi era dispiaciuto, negli ultimi anni, esser stato messo un po' da parte, prima spostato a Bassano poi a Busto per scelte tecniche, ma forse non avevo soddisfatto in pieno le esigenze della società».

Reggio e Bassano, due ambienti totalmente diversi?

«A Bassano non c’è pressione, se non quella di una proprietà fortissima, mentre a Reggio, al di là che ora la proprietà è forte anche qua, c’è una piazza giustamente esigente».

Bassano un po’ in crisi?

«Ho visto che ha rallentato ultimamente e questo mi dispiace».

La Reggiana però dopo la batosta nel derby potrebbe accusare il colpo.

«Ci sta un po’ di rammarico per aver perso così il derby dopo anni d’attesa, ma chiunque all’inizio avrebbe firmato per avere questa classifica a Natale. So per certo che dietro a questa cavalcata c’è una programmazione meticolosa e i risultati non son venuti per caso, quindi col Bassano non ha senso parlare di ultimo treno, c’è ancora un girone intero da giocare».

E lei?

«Bisogna darsi da fare e almeno, giocando in serie D a Fiorenzuola sono vicino a casa. Con me ci sono tanti giovani provenienti dal settore giovanile della Reggiana come Storchi, Buffagni e fino a dicembre c’era anche Rizzo che ora è al Carpineti. È un ambiente più tranquillo dove c’è tutto per poter fare bene».

In futuro si rivede fra i Pro?

«A 26 anni non mi voglio accontentare perché chi ama questo sport deve sempre cercare di ottenere il massimo, forse più avanti farò valutazioni diverse ma per ora le mie ambizioni restano alte».

Chi vince domani?

«Mi auguro la Reggiana e, ne ha tutte le possibilità».

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