Milano, solisti sublimi hanno scavato il solco in campionato
REGGIO EMILIA. Dominio a rimbalzo e nel pitturato, fisicità superiore per stancare gli avversari e una manciata di solisti che fanno tutto bene. Non è un approccio complicato quello utilizzato sinora...
REGGIO EMILIA. Dominio a rimbalzo e nel pitturato, fisicità superiore per stancare gli avversari e una manciata di solisti che fanno tutto bene. Non è un approccio complicato quello utilizzato sinora da Milano per dominare in campionato. La squadra di Repesa è stata pensata per fare bene in Eurolega, con 13 elementi di alto livello e alta fisicità: im media i suoi giocatori sono di una “taglia” in più, per chili e centimetri, rispetto ai pari-ruolo italiani. Se al pacchetto si aggiungono un maestro di tecnica e freddezza come Simon, lo strapotere atletico di Sanders, l’enorme impatto sotto le plance di McLean e la classe di Hickman, il divario si allarga ulteriormente.
Repesa sinora ha scelto soluzioni lineari, cavalcando più le proprie forze che le debolezze delle varie rivali. Una scelta obbligata, per dare spazio a tutta la rosa e perché i tempi stretti dell’Eurolega non permettono certo di preparare per una settimana la tattica di una singola gara di campionato.
Quando è possibile Milano va sotto canestro dove ha un giocatore unico come Raduljca, un colosso di 213 centimetri con ottimi movimenti offensivi. Sinora il centro serbo ha deluso, a rimbalzo e in difesa lascia spesso buchi, ma la sua presenza in attacco è notevole. Occupa spazio, prende falli, passa benissimo il pallone. E le alternative non mancano. McLean è un gregario di lusso, che fa il lavoro sporco e concretizza ogni opportunità in attacco, e Pascolo garantisce presenza in area e tanti punti in poco tempo. L’arma letale poi è Rakim Sanders, il giustiziere di Reggio nelle ultime due finali. Una palla di energia di 195 centimetri con gran tiro da fuori, quando gioca da “4” trasforma Milano in una grande squadra da contropiede. L’assetto “piccolo” è quello preferito da Repesa sinora, perché gli permette di allargare il campo, di servire spesso Raduljica e di lasciare spazio ai suoi esterni.
Questo strapotere aiuta anche gli esterni. Milano ha sempre vinto a rimbalzo in campionato, i suoi portatori di palla hanno tante opportunità in più e accelerano in ogni occasione. Kalnietis e Dragic sono grandi contropiedisti, alti e potenti, possono avviare l’azione e concluderla senza problemi, se trovano spazio sono guai. Sinora Milano ha faticato di più a difesa schierata, soprattutto nelle occasioni in cui i lunghi non hanno dominato. Quando il pallone è fermo, le responsabilità sono tutte di Simon e Hickman, i giocatori con più qualità. In questo quadro, uno dei giocatori più in sofferenza si chiama Andrea Cinciarini, il classico giocatore di “volume” che in una squadra lunga rischia di annegare. A Milano non ha praticamente mai la palla in mano, e se non può creare dal palleggio diventa meno pericoloso. Spesso si deve accontentare di tiri da fuori, certo non la specialità di casa. Nelle partite tattiche ha faticato a incidere, brillando piuttosto nelle situazioni di corsa e di mischia, grazie al suo dinamismo. Il leader a tutto tondo dei tempi Grissin Bon è lontano.
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