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Juve-Milan, Natale col coltello fra i denti

Juve-Milan, Natale col coltello fra i denti

Supercoppa italiana: a Doha (ore 17.30, diretta Rai1) va in scena la sfida che Allegri e Montella vogliono vincere a tutti i costi

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DOHA (Qatar).

Un vero e proprio effetto boomerang per la Juventus, da disinnescare con una grande prestazione. Sarà un Milan «arrabbiato» quello che si aspetta Massimiliano Allegri. La finale di Supercoppa Italiana è decollata con le polemiche sul ritardo del volo dei rossoneri, arrivati in Qatar con un giorno di ritardo rispetto ai bianconeri. «Questo ritardo credo li abbia deresponsabilizzati, ma ha anche aumentato la loro cattiveria: saranno vogliosi di portare a casa un trofeo importante», sostiene Allegri, che chiede alla sua squadra una partita «tosta e giusta». La Juve arriva da un periodo positivo, e il rischio è «affrontare la partita con presunzione», errore da non commettere vista l'importanza del «primo trofeo da portare a casa», terzo obiettivo dopo il primato nel girone in Champions e il titolo d'inverno. In una finale «i valori si azzerano», ancor più quando ci sono Milan e Juventus: «Lo dimostrano i risultati in campionato», in cui «un errore difensivo» può decidere il risultato, come in campionato. «Ecco perchè domani sarà una partita complicata» ribadisce il tecnico, e per vincerla servirà una prestazione «giusta, tosta, da grande squadra» contro un Milan che «ha dalla sua l'entusiasmo della gioventù». La Juventus? «Noi siamo un pò più anziani di loro, ma abbiamo mantenuto l'incoscienza e la spensieratezza». Sarà una partita speciale per Gigi Buffon, giunto alla 600a presenza. Allegri è tentato dal tridente con Higuain, Dybala e Mandzukic nel caso Pjanic non dovesse farcela. Se dovesse esserci, probabile Mandzukic e Higuain, con Dybala in panchina.

In casa Milan provano ad archiviare il caos legato alla partenza in ritardo per Doha, che ha costretto la squadra ad ambientarsi in meno di 48 ore al clima mite del Qatar dove dalle 17.30 (Rai1) superando la favorita Juve, conquisterebbe il ventinovesimo trofeo dell'era Berlusconi. «Non ci sentiamo deresponsabilizzati», ha chiarito Vincenzo Montella replicando al collega Massimiliano Allegri, convinto che il disguido possa aver generato indirettamente qualche vantaggio ai rossoneri. «Se entrambe le società e gli allenatori avevano scelto di partire il 20 dicembre e non il 21 era la cosa giusta» ha chiarito Montella prima dell'unico allenamento. Contro la pressione generata da cinque anni di astinenza del club, e contro una Juventus «abituata a questo genere di appuntamenti», le armi del Milan dovranno essere «entusiasmo, leggerezza e incoscienza», predica l'ex attaccante. Ai suoi occhi le sfidanti sono cresciute rispetto al confronto in campionato di ottobre, deciso dalla sciabolata di Locatelli, il volto di questo Milan giovane e italiano, che a Doha schiererà 7 giocatori nel giro della Nazionale, come si è lasciato scappare Galliani, facendo capire che Bonaventura sarà al posto di Niang nel tridente. Per marzo la cordata guidata da Yonghong Li vuole completare l'acquisto, ma ora deve fare i conti con i ritardi legati alle «nuove misure di controllo degli investimenti verso l'estero», come ha spiegato l’imprenditore assicurando che sono stati raccolti capitali «superiori all'investimento».

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